(Foto di Maraviglia)
IL RICORDO. Lunedì 14 settembre, ad Albano, l’addio alla 40enne uccisa nello schianto contro un suv. Indagato il conducente. «Speriamo che si presenti qualche testimone».
Lettura 2 min.Albano
«Troppi incidenti, troppi morti: devono fare qualcosa su quella strada». È l’appello di Aurelio, papà di Moira Archetti, la 40enne di Albano morta nello schianto tremendo accaduto tra giovedì e venerdì notte a Brusaporto, sulla statale 42. La donna, mamma di Giorgia, di soli 7 anni, e tecnico di laboratorio all’Humanitas Gavazzeni, è rimasta intrappolata tra le lamiere della sua utilitaria dopo lo scontro frontale con un suv. Un appello, quello di sabato 12 settembre, nato dal dolore, ma anche dalla conoscenza diretta di quella strada e delle sue criticità. «Abbiamo abitato lì per dodici anni – racconta Aurelio –. Il problema della velocità c’era già allora, tanto che era stato messo anche un autovelox. Quella strada va messa in sicurezza, bisogna intervenire». E il pensiero torna inevitabilmente alla figlia: «Mia figlia è nata lì ed è morta lì».
Quel tratto di strada è già stato teatro di altre tragedie. Nel febbraio 2015, poco dopo il cavalcavia, aveva perso la vita Alessandro Conti, 32 anni, di San Paolo d’Argon, padre di quattro figli, morto in uno scontro frontale. Nel luglio 2023 era morto il medico di base Francesco Randon, 60 anni, di Fara Gera d’Adda, rimasto carbonizzato nella sua auto dopo lo schianto contro un camion, avvenuto all’altezza del cavalcavia. E nel febbraio 2025, sempre in quel tratto, avevano perso la vita Leonardo Longaretti, 24 anni, e Bel Gassem Jandaoui, 56 anni, entrambi di Gorlago, anche loro rimasti carbonizzati dopo uno scontro frontale. Sullo stesso tratto, nell’aprile 2023, ha perso la vita Carolina Capitanio, maestra in pensione, anche lei di Gorlago, in seguito ad un incidente nel territorio di San Paolo d’Argon. Una sequenza di tragedie che oggi torna alla memoria di Aurelio Archetti.
Intanto proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’ultimo schianto. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente del suv incidentato. Potrebbero essere disposti ulteriori accertamenti.
Il papà di Moira, nel frattempo, spera che qualcuno possa fornire elementi utili. «Speriamo si faccia vivo qualcuno che ha visto quello che è successo – dice Aurelio –. Lo stesso conducente del suv coinvolto nell’incidente, oppure qualche passante. Qualsiasi testimonianza potrebbe essere importante per capire cosa sia accaduto. Un’infermiera che passava di lì si è fermata per aiutare mia figlia». Altri testimoni hanno riferito di aver sentito una «botta tremenda» e di aver visto il fumo levarsi dalla zona dell’incidente. Moira stava tornando a casa dopo una cena aziendale con i colleghi delle Gavazzeni. «Arrivava da Bergamo e stava rientrando», ricorda ancora Aurelio. Un viaggio che avrebbe dovuto essere quello di una normale giornata e che invece si è trasformato in una tragedia.
Dalla camera ardente alla casa del commiato Bonomelli di Albano sono passate tantissime persone per dare l’ultimo saluto a Moira. Tra loro anche le suore della scuola dell’infanzia e rappresentanti dell’amministrazione. Lunedì sarà il giorno dell’addio. I funerali saranno celebrati alle 10 nella chiesa parrocchiale. Ad accompagnarla saranno la mamma Marina, il papà Aurelio, il fratello Marco, i familiari, gli amici e le tante persone che in questi giorni si sono strette alla famiglia.
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