(Foto di Colleoni)
I FUNERALI. Commozione per l’ultimo saluto ad Antonio Carminati, ex sindaco e storico direttore del Centro Studi Valle Imagna, scomparso a 64 anni dopo una lunga malattia. Nella chiesa di Corna Imagna, tra alpini, amministratori e cittadini, si è celebrata una vita dedicata alla comunità e alla valorizzazione delle radici del territorio.
Corna Imagna
«Un uomo con le mani da contadino, ma dalla grande finezza intellettuale»: è in questa definizione, risuonata tra le navate della chiesa parrocchiale di Corna Imagna, che si condensa l’essenza di Antonio Carminati, l’ex sindaco e storico direttore del Centro Studi Valle Imagna al quale l’intera vallata ha voluto tributare un ultimo, solenne abbraccio collettivo.
Lunedì 13 aprile una folla immensa e composta si è riunita per un rito denso di gratitudine, trasformando il dolore per la sua scomparsa a 64 anni in una testimonianza di affetto profondo. Antonio ha affrontato per quasi tre anni, con estrema dignità e fermezza, la sua sfida più difficile contro la malattia, scegliendo di trascorrere gli ultimi istanti sereni nella sua casa di via Calcinone, circondato dagli affetti più cari.
«Un coro di persone quest’oggi ti rende omaggio — è stato il saluto del Centro Studi, — hai dato tanto a tanti, ma soprattutto alla tua Valle Imagna, per te nutriamo un sentimento di gratitudine»
Ad attenderlo sul sagrato c’erano i sindaci della valle con le fasce tricolori e una schiera di alpini con i gagliardetti; sono stati proprio loro a portare a spalla il feretro all’interno della chiesa, dove sopra il legno posava l’inseparabile cappello alpino. La celebrazione è stata presieduta dal parroco don Luca Ceresoli e concelebrata da numerosi sacerdoti: «Salutiamo Antonio con una lode di ringraziamento. Il suo ricercare nelle radici, nelle pietre umane, per creare qualcosa di bello e di buono per il bene di tutti».
Al termine della funzione, le testimonianze hanno restituito la grandezza di Carminati: «Un coro di persone quest’oggi ti rende omaggio — è stato il saluto del Centro Studi, — hai dato tanto a tanti, ma soprattutto alla tua Valle Imagna, per te nutriamo un sentimento di gratitudine». Particolarmente toccanti i versi della poesia scritta dalla moglie Mirella e letti in chiesa: «Ti sei addormentato, come quando il sole tramonta dietro la cresta del Resegone. Hai già girato l’orizzonte verso la notte e le stelle».
Dopo la preghiera dell’alpino e le note di «Signore delle cime», il corteo ha accompagnato Antonio verso il cimitero dove, prima della cremazione, il suono solitario della tromba alpina ha dato l’ultimo saluto a un uomo che ha saputo leggere nelle pietre l’anima di un popolo.
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