«Ho visto qualcosa che volava, poi quel fracasso tremendo»

STROZZA. Il racconto della donna la cui auto è stata travolta da un tubo. La Panda distrutta, lei illesa. «Il palo mi è passato a pochi centimetri».

«È durato un secondo, all’improvviso ho visto qualcosa che volava, ho sentito un fracasso tremendo e l’auto si è accartocciata». È ancora sotto choc la donna che venerdì mattina, sulla provinciale a Strozza, si è vista travolgere l’auto da un pesante tubo di metallo, caduto da un camion. La signora è rimasta miracolosamente illesa, riportando solo una contusione alla gamba: «Il palo è passato a pochi centimetri da me», racconta.

Lo scontro

L’incidente è accaduto in mattinata, poco dopo le 11. La donna tornava da alcune commissioni, «ci tenevo a portarmi avanti prima delle feste natalizie», e un po’ di spesa. «La zona dove abito non è servita dagli autobus, quando ho bisogno mi devo muovere in auto». Una Panda, di cui ora però, dopo il terribile impatto, le rimane solo «il panno che mettevo sul vetro per evitare il ghiaccio», racconta la settantaduenne, che dopo i controlli del caso è tornata a casa ancora (comprensibilmente) scossa: «Non è stato certo un tamponamento, non so neanche spiegare come mi sento». La Panda, fortunatamente con a bordo la sola conducente, stava risalendo lungo la Provinciale della Valle Imagna per rientrare a casa. L’autocarro scendeva dalla parte opposta, da Sant’Omobono, con il carico che stava trasportando per un cantiere. In località Cabrozzo, il palo di metallo si è staccato dal cassone del camion e si è infilato nel parabrezza della Panda. «È arrivato come un razzo, mi ha aperto l’auto come fosse una scatola di sardine», racconta la donna. Che solo per pochi centimetri non è stata colpita. Si può solo immaginare lo spavento di quei momenti: «Volevo slacciarmi la cintura di sicurezza, ma non riuscivo a girarmi bene, o forse ero sotto choc. Ho aperto la portiera e muovevo le braccia, chiamavo aiuto. Sentivo un forte odore di benzina, ho avuto paura che l’auto prendesse fuoco, pensavo che avevo fatto rifornimento di carburante proprio il giorno prima».

I controlli in ospedale

I primi soccorritori consigliano di non muoversi fino all’arrivo dell’ambulanza (sul posto anche i carabinieri e i Vigili del fuoco): i sanitari visitano la donna, la caricano sulla barella e la trasportano in ospedale per i controlli del caso. Già venerdì stesso, dopo qualche ora, è potuta tornare a casa. «In cinquant’anni non mi era mai capitato un incidente, niente di niente, forse una multa perché mi era scaduto il disco orario...». E se certamente l’impatto poteva avere conseguenze ben peggiori, la protagonista della disavventura per il momento non si riconosce tanto nella definizione di «miracolata»: «Tutti mi dicono che sono stata “graziata”. Ma sarebbe stato meglio se non fosse successo, è stata comunque una cosa molto brutta».

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