Pamela Genini, proseguono le ricerche nelle grotte della Cornabusa senza cani molecolari
LE RICERCHE. In azione nella giornata di venerdì 22 maggio solo gli speleologi del Soccorso alpino: verifiche in profondità nelle cavità della zona di Sant’Omobono Terme.
Lettura meno di un minuto.Proseguono anche oggi, venerdì 22 maggio, le ricerche dei resti di Pamela Genini, la 29enne di Strozza uccisa il 14 ottobre scorso dall’ex fidanzato Gianluca Soncin e la cui salma era stata successivamente vilipesa all’interno della tomba nel cimitero del paese della Valle Imagna. Le attività si stanno concentrando ancora nell’area montana tra Sant’Omobono Terme e la zona del Santuario della Cornabusa, dove nei giorni scorsi erano già intervenute le unità cinofile dei carabinieri arrivate da Firenze.
Nella giornata odierna le operazioni stanno proseguendo senza il supporto dei cani molecolari: in campo ci sono soprattutto i tecnici del Soccorso alpino e speleologico, impegnati nell’ispezione in profondità delle grotte individuate dagli investigatori. Gli speleologi stanno raggiungendo i punti più impervi e difficili da esplorare, verificando cavità e anfratti dove le unità cinofile non possono operare.
Le ricerche vanno avanti ormai da diversi giorni attorno alle abitazioni di Francesco Dolci e dei suoi familiari. Secondo quanto riferito più volte dallo stesso Dolci agli inquirenti, Pamela frequentava spesso la zona della Cornabusa insieme a lui. Finora tutte le verifiche hanno dato esito negativo. Rimane indagato a piede libero proprio Dolci, che continua a proclamarsi estraneo ai fatti.
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