Pamela Genini, secondo giorno di ricerche. Chiusa anche la provinciale per la Valle Imagna: code e traffico - Video

LE INDAGINI. Secondo giorno di controlli con i cani molecolari: i carabinieri hanno passato al setaccio anche l’area del santuario di Sant’Omobono Terme, ma della testa della 29enne non è stata trovata traccia.

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Secondo giorno di ricerche con i cani nelle aree boschive e rurali di Sant’Omobono Terme, individuate sulla base delle risultanze investigative, per cercare la testa di Pamela Genini , la 29enne originaria di Strozza uccisa il 14 ottobre scorso a Milano dall’ex Gianluca Soncin. Anche nella giornata di mercoledì 20 maggio i carabinieri sono tornati al lavoro con l’unità cinofila specializzata arrivata da Firenze, già impegnata ieri negli appezzamenti riconducibili a Francesco Dolci, ex fidanzato della giovane e indagato dal 6 maggio per il vilipendio della tomba di Pamela.

Le operazioni si sono concentrate nella mattinata di mercoledì nei boschi intorno al santuario della Madonna Addolorata della Cornabusa e proseguiranno per tutta la giornata. Per favorire le ricerche in valle è stata anche temporaneamente chiusa la provinciale 14 della Valle Imagna all’altezza di Ponte Giurino creando non pochi problemi alla viabilità della zona.

Ieri invece è stata battuta la zona di via Fenil Alto, in località Mazzoleni, dove i militari del Comando provinciale avevano dato esecuzione a un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Bergamo nell’ambito dell’inchiesta sulla manomissione del feretro al cimitero di Strozza. L’accesso alla strada privata che conduce alle proprietà di Dolci era stato bloccato per impedire il passaggio a curiosi e giornalisti, mentre le telecamere e alcuni residenti hanno seguito a distanza ogni movimento dei carabinieri e dei cani «Claus» e «Hula».

Il pastore belga malinois e il pastore tedesco del Centro cinofili toscano sono addestrati alla ricerca di resti umani e parti anatomiche anche in contesti ambientali complessi e su ampie superfici. Ieri erano stati inizialmente attivati anche alcuni tecnici del Soccorso alpino e speleologico, arrivati con corde per eventuali controlli nelle grotte presenti nella zona, ma sono poi ripartiti lasciando il campo ai militari e al fiuto dei cani.

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La prima giornata si era chiusa verso le 14,30 senza esiti: controllati anche il garage, già perquisito in passato, e una vecchia fossa biologica. Dolci aveva protestato, sostenendo che le ricerche si fossero estese anche ad aree non di sua proprietà. Oggi l’attività prosegue: sarà estesa ad altre zone ritenute di interesse e per il momento risultano senza esito.

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