Cronaca / Valle Seriana
Sabato 31 Gennaio 2026
Enrico, il suo dono ha salvato altre vite. Un serata per ricordarlo
L’APPUNTAMENTO. Nembro ricorda il barista di 21 anni, morto in un incidente nel 2021: furono prelevati fegato, reni, cornee e tessuti. La sorella Sara: «Il ricordo nel 50°dell’Aido del paese».
Nembro
Quando si era trattato di decidere se dare l’assenso alla donazione dei suoi organi, i familiari di Enrico Ripamonti non avevano avuto nemmeno un attimo di esitazione: il giovane di Nembro, morto a 21 anni nel novembre del 2021 a seguito di un terribile incidente stradale avvenuto sulla provinciale che attraversa la zona industriale di Costa di Mezzate, Gorlago e Bolgare, ha lasciato la sua vita e la sua straordinaria voglia di vivere troppo presto, ma ha donato nuova vita a diverse persone che hanno ricevuto fegato, reni, cornee e tessuti del suo corpo.
«Ne avevamo parlato pochi giorni prima del tragico fatto in famiglia – racconta Sara, la prima sorella di Enrico, che oggi ha 33 anni, di professione infermiera –. Enrico di lì a poco avrebbe dovuto rinnovare la carta d’identità e già quattro anni fa veniva chiesta l’intenzione di donare gli organi. Lui si era detto favorevole, come lo siamo tutti in famiglia».
Dal 2 novembre, giorno dell’incidente, al 5, giorno in cui è deceduto, la famiglia Ripamonti ha potuto pensare a questa scelta, «senza che in realtà ne avessimo dubbi». E ricevere nelle settimane successive la mail dell’ospedale che confermava il buon esito della donazione - pur senza conoscere nemmeno l’identità dei riceventi - è stata una boccata d’ossigeno in un periodo difficilissimo.
«Aveva avuto lesioni importanti a seguito dell’incidente, le sue condizioni erano apparse critiche sin dall’inizio, nessuno ci aveva mai dato speranza – racconta Sara –. Non ha potuto donare cuore e polmoni perché erano troppo compromessi, mentre ha donato fegato, reni, cornee e tessuti». Un dono in perfetta sintonia con lo spirito con cui i tantissimi amici di Enrico l’hanno sempre ricordato, sin dai primissimi giorni successivi al lutto, ma ancora oggi, a oltre quattro anni di distanza.
«Era un ragazzo normale, questo va detto – precisa Sara –. A volte quando si sente parlare di fatti così tragici non si pensa che possano accadere a chiunque. Lui gestiva insieme al papà un bar a Calcinate (il Ripa’s Wine Cafe) e possiamo dire che viveva per il bar. Era proprio il suo ambiente naturale: aveva infatti un carattere socievole, solare, aperto».
Sono innumerevoli le amicizie che Enrico aveva costruito con il suo lavoro: «Ci sono tantissimi ragazzi che incontro ancora oggi per strada e mi dicono di essere suoi amici, proprio perché frequentavano il suo bar. Tanti ragazzi della zona passavano di lì e diventavano prima clienti abituali, poi amici: con lui era facile fare amicizia».
La passione per il calcio
Tra le sue passioni c’era anche il calcio, che ha praticato sin da piccolo. Proprio per questo da un paio d’anni è nata un’associazione in suo ricordo - la «Ripaeiss» - che gestisce una squadra di calcio che milita nei campionati del Csi di Bergamo.
«L’obiettivo è tenere vivo il suo ricordo praticando le sue passioni», spiega ancora Sara. E lo stesso spirito ha mosso anche tanti suoi amici appassionati di musica ad organizzare per venerdì prossimo, a Nembro, un evento che combina il ricordo di Enrico con i festeggiamenti per i cinquant’anni della locale sezione dell’Aido. «Si tratterà di una serata leggera, con la musica, ma in cui vogliamo sensibilizzare i giovani su due temi che riteniamo importanti: la donazione di organi e la sicurezza stradale».
Una serata per ricordarlo
L’appuntamento per «Musica che dona. In ricordo di Enrico» è per venerdì 6 febbraio alle 20.30 all’auditorium Modernissimo di Nembro. L’ingresso sarà ad offerta libera, con il ricavato che verrà devoluto ad Aido Nembro. Interverranno durante la serata la Polizia stradale e il dottor Sergio Vedovati, del Coordinamento donazione e trapianto d’organo del Papa Giovanni.
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