Festival del pastoralismo: a spasso per la città con pastori e pecore

Il gregge, partito da Villa di Serio, è arrivato a Valmarina per proseguire verso la Bassa. Corti: la transumanza è una tradizione. Oggi al Parco dei Colli si continua con mercato, cucina tipica e mostra bovina

Il Festival del pastoralismo, giunto quest’anno alla settima edizione, regala sempre grandi emozioni e, allo stesso tempo, permette di compiere un tuffo nel passato e nella storia. Il gregge è arrivato da Villa di Serio, ha percorso via Baioni, piazzale Oberdan, San Tomaso, via Pignolo, Porta Sant Agostino, viale delle Mura, Colle Aperto, via Beltrami, via Castagneta e Valmarina. Un vero e proprio spettacolo della natura.

Ieri mattina all’ex monastero di Valmarina, il complesso immerso nel verde del Parco dei Colli a due passi dal centro città, si respirava un’aria d’altri tempi. In mattinata è arrivato il gregge di pecore, accompagnato da pastori e zampognari. Un’atmosfera unica ed emozionante per quanti hanno avuto la fortuna di assistere all’appuntamento, organizzato all’interno del palinsesto «Agricultura e diritto al cibo».

Durante tutta la giornata è stato aperto un mercato con prodotti agroalimentari del parco e formaggi artigianali bergamaschi. Nell’ex monastero è stata anche allestita la mostra «Campanacci da pascolo dell’Arco Alpino», con vere opere da collezione. Il programma dell’associazione Festival del pastoralismo ha previsto anche una postazione dove poter mangiare la cucina tipica bergamasca. Ieri pomeriggio si è parlato anche di valorizzazione della carne ovina bergamasca e la giornata si è chiusa con la presentazione del libro «Transumanza picta. Mandrie, greggi, contadini e santi negli ex voto».

«Siamo partiti sette anni fa con un gruppo di pastori – afferma Michele Corti, docente di zootecnia all’Università di Milano e presidente dell’associazione Festival del pastoralismo –. Il gregge si sta spostando verso la Bassa, dove trascorrerà l’inverno, per poi tornare in alta Valle Seriana a partire da maggio. Bergamo vanta elementi unici come la pecora bergamasca, il cane pastore bergamasco e i bergamini, che prendono il nome proprio dalla provincia orobica. Se Bergamo è diventata la capitale dei formaggi – prosegue Corti – lo si deve proprio alla tradizione della transumanza».

«Purtroppo – continua Corti – la storia rischia di essere persa, di conseguenza puntiamo a realizzare iniziative sul territorio in modo da raccontare l’esperienza delle famiglie bergamasche, molte delle quali si sono trasferite nel Bresciano ma anche verso altre province, dove sono nate alcune delle più importanti aziende casearie italiane. Stiamo parlando di storie imprenditoriali molto importanti, anche perché chi gestiva gli alpeggi spesso possedeva anche le miniere e commercializzava bestiame, legname e prodotti metallurgici. I prodotti legati alla pecora rappresentano ancora oggi un indotto che merita di essere valorizzato».

Soddisfatto anche Oscar Locatelli, presidente del Parco dei Colli, che ha evidenziato come «ho scoperto che molti bergamaschi non conoscevano la sede del Parco dei Colli, oltre ad avere sempre meno contatti con la natura. Il Festival del pastoralismo richiede molto lavoro di preparazione e ringrazio gli organizzatori per questa bellissima manifestazione, importante anche dal punto di vista dell’educazione alimentare». Il programma del Festival prosegue oggi con mercato, cucina tipica, castagnata e la mostra dei bovini di razza bruna italiana. Alle 9,30 verrà presentato il libro di Giovanni Mocchi «Campanacci d’Italia. L’Arco Alpino e le origini», mentre alle 11 si terrà la commemorazione di Tino Ziliani, fondatore e presidente dell’associazione Pastori lombardi, scomparso nel 2020.

Alle 12,30 ci sarà la premiazione della mostra bovina, cui seguirà il convegno «La filiera della lana: per una reale valorizzazione», la dimostrazione di caseificazione dal vivo e la presentazione del libro fotografico di Carlo Meazza «Remench. Transumanza in Lombardia».

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