Riaprono i rifugi: Gemelli e Gherardi primi. In vetta largo ai giovani gestori

Orobie Anche il Curò dà il via alla stagione. L’Alpe Corte non ha mai chiuso. Al Calvi e Longo cambio di guardia con Berera-Calegari e Monaci-Cattaneo.

Nei giorni scorsi la neve aveva fatto la sua fugace comparsa, ma nulla che possa pregiudicare l’inizio della nuova stagione estiva per i rifugi orobici, pronti a ripartire. Anzi, i primi ad aprire le proprie porte agli escursionisti già dalla scorsa settimana sono stati il rifugio Gherardi a Taleggio e il rifugio Laghi Gemelli, mentre l’Alpe Corte, a Valcanale di Ardesio, non ha mai cessato l’attività nei fine settimana neppure durante l’inverno; l’apertura continuativa è invece prevista dal 27 maggio.

Dal rifugio Curò Fabio Arizzi, uno dei gestori, spiega che «in questo periodo si potevano compiere le classiche sci alpinistiche verso il Monte Gleno, il Pizzo Tre Confini o il Costone. Ma, come tutti ben sappiamo, è stato un inverno avaro di precipitazioni e lo dimostra il fatto che nei 15 anni trascorsi al rifugio non ne ricordo uno simile. Apriremo domani (sabato 30 aprile) e dal 2 giugno in modo continuativo».

Occorre però ricordare che per raggiungere il rifugio bisogna utilizzare la variante che transita dalle baite di Maslana in quanto sulla strada agro silvo pastorale, che si imbocca a monte del municipio di Valbondione, vige ancora l’ordinanza comunale di divieto di transito in seguito al movimento franoso verificatosi lo scorso mese di agosto. Si tratta di una piccola variazione rispetto al percorso classico ma che consente di scoprire questo vecchio borgo dove, in questo periodo, non è affatto improbabile imbattersi in numerosi stambecchi.

Proprio per quanto riguarda la frana, e in seguito al quale alcuni massi avevano raggiunto la mulattiera che conduce al rifugio, è notizia di questi giorni che il Comune di Valbondione ha ricevuto da Regione Lombardia quasi un milione di euro per i danni legati al dissesto idrogeologico; la parte più cospicua (700mila euro) verrà proprio destinata alla messa in sicurezza di quest’area.

A Valbondione ultimi preparativi anche al rifugio Merelli al Coca che sarà però pronto ad accogliere gli escursionisti dal 30 aprile.

Avvio della stagione sabato anche per il rifugio Calvi, sopra Carona, che vedrà la presenza di due nuovi gestori nativi dell’alta valle; Andrea Berera ed Elisa Calegari raccolgono infatti il testimone, dopo 28 anni di permanenza in quota, da Claudio Bagini. Nuova conduzione anche per il Longo, altro rifugio brembano, la cui apertura è prevista per la metà di maggio; da questa stagione la sua gestione è stata infatti affidata ai giovani Mattia Monaci e Giulia Cattaneo. Domenica 1 maggio apre anche il rifugio Balicco di Mezzoldo. Nel weekend porte aperte anche al rifugio Resegone in Valle Imagna.

Il rifugio Albani, in territorio di Colere, ha invece concluso la stagione invernale nel giorno di Pasquetta. «La nostra intenzione - fa sapere Sandra Bottanelli - è quella di riaprire verso la metà di giugno e dare così il via a quella estiva». Sempre in Val di Scalve dai 2.325 metri del Tagliaferri fanno sapere di non avere ancora definito una data certa di apertura. «Dobbiamo innanzitutto salire a fare un sopralluogo - dice Francesco Tagliaferri - e verificare la disponibilità di acqua nella sorgente che rifornisce il rifugio. È un’operazione che faremo nei prossimi giorni».

A Valbondione ultimi preparativi anche al rifugio Merelli al Coca che sarà però pronto ad accogliere gli escursionisti dal 30 aprile. Al Brunone, sopra Fiumenero, la stagione prenderà invece il via il primo weekend di giugno per terminare l’ultimo di settembre. Anche il Benigni, a Ornica, aprirà i battenti a giugno poiché la piena funzionalità della struttura è subordinata alla presenza di acqua.

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