Volontariato / Bergamo Città
Venerdì 16 Gennaio 2026
«Gaia», vivere il tempo come una risorsa
IL GRUPPO NATO NEL 2000. Cultura, benessere e svago:l’età non è un limite, ma un punto di partenza.
Un edificio che un tempo accoglieva bambini piccoli oggi è diventato un rifugio prezioso per chi non vuole smettere di vivere il tempo come una risorsa. La porta è sempre aperta, i visi gioviali, le voci risuonano: è qui, al Centro polifunzionale in piazza Castello a Palosco, che batte il cuore di Gaia, Gruppo Adulti In Attività nato nel 2000 «con la finalità di promuovere socializzazione, cultura, benessere, svago a una fascia di popolazione non “raggiunta da altri” enti o associazioni», spiega la coordinatrice 84enne Luciana Locati. Un luogo dove l’età non è un limite, ma un punto di partenza. E dove da 25 anni la comunità si ritrova per imparare, muoversi, raccontarsi e, soprattutto, non sentirsi sola.
«Quattordici anni fa le suore si sono trasferite e noi siamo rimasti senza sede - continua la coordinatrice -. Il Comune ci ha messo a disposizione questi locali e da allora sono diventati la nostra seconda casa». Una «casa» vissuta, che lo racconta visivamente con bacheche di programmi e locandine, messaggi augurali distribuiti a scuole e case di riposo, foto e faldoni che hanno il compito di tramandare ciò che è stato (fatto). Il gruppo Gaia nasce quando Locati è andata in pensione. Ex insegnante, conosce bene il territorio e le persone, e intuisce un bisogno spesso sottovalutato: quello degli anziani non solo di cure mediche, ma di relazioni. Da qui l’idea di incontri, inizialmente conferenze con medici e specialisti, poi momenti di confronto sempre più vari e partecipati. Con il tempo l’attività si è strutturata. I ruoli sono condivisi, i compiti distribuiti fra una ventina di volontari. Ogni mercoledì pomeriggio, «chi vuole può partecipare gratuitamente e senza iscrizione», prosegue. «E ogni fine mese si va in gita», dice con soddisfazione.
Col nuovo anno le attività sono già ripartite
Tante quelle previste: dalla visita al Museo d’Arte Orientale-Collezione Mazzocchi alla festa di Carnevale agli incontri su Petrarca, Ilaria Alpi e Alfred Nobel. Accanto alla cultura c’è poi il movimento. La sala si trasforma due volte a settimana in una palestra per la ginnastica dolce, con istruttori qualificati: attualmente sono più di 90 le persone iscritte e distribuite su 5 turni. Tra le esperienze più significative, da 10 anni c’è un progetto intergenerazionale con le scuole: bambini e nonni si trovavano per ricamare, costruire, imparare gli uni dagli altri: «Una mamma straniera mi disse: “Mio figlio qui ha avuto un nonno per due anni”. È una cosa che mi fa ancora commuovere», rivela. Dopo 25 anni di attività, ciò che resta è visibile non solo sulle bacheche e pareti interne, ma soprattutto fuori dalla sede, sui visi e nei cuori: «Camminando per il paese ci salutiamo, ci riconosciamo, ci fermiamo a parlare - conclude Luciana -. Nascono amicizie, progetti. E alla nostra età non è sempre scontato».
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