«In Tab», mettere al centro i giovani e le loro idee

L’ASSOCIAZIONE. Nata nel 2022 dall’esperienza di Radio Brusa, creata da un gruppo di adolescenti. Uno spazio fucina di pensiero e di progetti.

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Brusaporto

Tutto è cominciato con alcuni ragazzi e ragazze quindicenni, qualche microfono e la voglia di raccontare quello che succedeva intorno a loro. Prima le partite e le feste dell’oratorio, poi programmi, dirette, qualche ospiti. Radio Brusa nasce così, nel 2011, quasi per gioco, dall’iniziativa di un gruppo di adolescenti di Brusaporto. Quell’esperienza è cresciuta e ha dato origine a In Tab, associazione nata nel 2022 con l’obiettivo di allargare lo sguardo oltre la radio, continuando però a mettere al centro i giovani e le loro idee. «A un certo punto ci siamo chiesti che cosa potesse servire ai ragazzi di oggi», racconta Michela Volpi, presidente dell’associazione.

Dai Comuni vicini

La risposta è stata uno spazio di parola, ma non solo. La casa di In Tab è infatti il «Tabiot», una chiesa sconsacrata trasformata in «una sorta di fucina di idee e di progetti»: al piano inferiore ci sono tavoli e una zona studio; sopra trova posto la sede di Radio Brusa.

Intorno all’associazione ruotano oggi circa 70 persone, in larga parte under 30 ma non solo. Qualcuno arriva dai Comuni vicini ma anche da Milano pur di vivere queste esperienze. Radio Brusa continua a trasmettere attraverso la propria applicazione: musica e repliche durante il giorno, dirette nelle serate infrasettimanali (il nuovo palinsesto è in corso di definizione).

«Sarebbe bello che i giovani ci vedessero come un punto di riferimento per creare qualcosa di nuovo»

Non esiste un unico tema imposto dall’alto. Ciascuno può partire da ciò che conosce e che lo appassiona: calcio e altri sport, viaggi, attualità, libri, cinema, temi sociali. La passione individuale diventa così occasione per cercare ospiti e portare altre voci davanti ai microfoni. Dalla radio il passo verso il podcast è arrivato quasi naturalmente. In Tab ha collaborato con il Csi di Bergamo e con quello nazionale alla realizzazione di puntate dedicate allo sport, affrontando temi come il rapporto con il carcere, la salute mentale e l’alimentazione. I progetti sono nati su richiesta di altre realtà, permettendo ai ragazzi di misurarsi con un linguaggio diverso, preparando interviste e costruendo racconti pensati per l’ascolto.

Mettersi in gioco

Competenze che, nella maggior parte dei casi, non arrivano da percorsi professionali, «ma – racconta la presidente - sono arrivate facendo, mettendosi in gioco». Oggi questa esperienza entra anche nelle scuole attraverso laboratori nei quali i volontari di In Tab mostrano come funziona una radio: chi ha imparato sperimentando mette ciò che sa a disposizione di altri giovani. Anche «Cose da grandi», il talk organizzato una volta al mese al Tabiot, nasce dalla stessa logica. Un insegnante, un agente immobiliare o chi si occupa di buste paga può condividere ciò che conosce, affrontando argomenti concreti che spesso non trovano spazio fra i banchi. A rendere possibile questa crescita, sottolinea Volpi, è stato fin dall’inizio il sostegno della parrocchia ma anche del Comune di Brusaporto.

La fiducia nel gruppo

Prima con Radio Brusa e poi con In Tab, l’Amministrazione ha dato fiducia al gruppo, mettendo a disposizione spazi e occasioni e accogliendo le sue proposte. Una fiducia che ha consentito di sperimentare molto, dal torneo sportivo a «Inrovina Festival», organizzato ogni settembre nel parco del Castello.

La sfida, adesso, è coinvolgere altri volti. Non soltanto persone interessate a realizzare il proprio programma radiofonico, ma ragazzi disposti a entrare nella vita dell’associazione e magari a trasformarla ancora: «Sarebbe bello che i giovani ci vedessero come un punto di riferimento per creare qualcosa di nuovo, senza dover necessariamente continuare quello che abbiamo fatto noi», dice Volpi. Perché, al di là dei microfoni e dei formati che cambiano, ciò che resta è la rete costruita nel tempo: «È la cosa più bella che ci portiamo a casa: la possibilità – conclude - di creare connessioni».

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