La siccità fa riemergere la malga del Barbellino, sepolta da 40 metri di acqua -Video

Valbondione Nel 1931 con la costruzione della diga il rifugio dei pastori finì sul fondo del lago artificiale. Da allora è affiorato solo una volta nel 1985 durante una manutenzione. Da ieri ciò che ne rimane è di nuovo visibile.

C’è una vecchia cartolina in bianco e nero, di inizio ’900 quando la diga del Barbellino non era nemmeno sulla carta. Sul fondo dell’alpeggio, vicino al torrente, nell’immagine si staglia una malga che pochi anni dopo, con la costruzione dell’invaso più grande della Bergamasca, finì sul fondo del lago artificiale, a 40 metri di profondità.

Ebbene, proprio martedì 26 luglio l’acqua del lago artificiale, sempre più bassa, ha restituito agli escursionisti di passaggio il perimetro della vecchia malga. Se ne intuisce ancora la forma originaria benché nella sua parte esterna si siano depositati detriti e fango. Del tetto, invece, nessuna traccia poiché le travi in legno, immerse nell’acqua per decine di anni, hanno ceduto in seguito al naturale processo di marcescenza. Dal 1931 (anno in cui venne terminata la costruzione della diga) a oggi il ritorno alla luce della baita del Barbellino si verificò solamente nel 1985, anno in cui l’invaso venne svuotato per consentire alcune opere di manutenzione.

Lago del Barbellino, riemerge dalle acque la baita del pastore. Video di Mirco Bonacorsi

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