'Quando si muore per lo Stato siamo tutti uguali: magistrati, prefetti, uomini e operatori di polizia'; sono le parole del prefetto Luca Rotondi dinanzi alla teca con i resti della Quarto Savona 15, l'auto della scorta di Falcone diveuta il simbolo della lotta alla mafia. Era il 23 maggio 1992 e la vita il giudice Falcone, sua moglie e tre uomini della scorta, gli agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.Un monito ai ragazzi, oltre 3000 quelli che fino al 28 nel cortile della Provincia si sono prenotati per visitare la teca e riflettere sul suo significato. Una immagine plastica potente, fortissima.Significativo e partecipato, non di facciata, l'intervento degli studenti dell'Istituto Comprensivo di Clusone. hanno definito la strage di Capaci come la 'scintilla che ha risvegliato la coscienza di un intero paese'. La memoria passa dai giovani e costruisce la basi per il futuro e la cultura della legalità.Simona BEfani
