La storia di Bia è un cerchio che si chiude tra il Brasile e Bergamo, passando per una prova che avrebbe piegato chiunque, ma non lei. Quarantacinque anni, madre di un adolescente, Bia è arrivata in Italia vent'anni fa con un obiettivo preciso: trasformare la sua passione per l'estetica in un'impresa. Un sogno costruito passo dopo passo, partendo da un primo negozio fino al grande salto nel cuore della città, avvenuto meno di un anno fa. Ad aprile dello scorso anno, l'attività si era trasferita in centro, arricchendosi con una nuova linea di costumi da bagno. Un momento di garnde felicità, durato però appena una settimana. A pochi giorni dall'inaugurazione, un drammatico incidente stradale ha cambiato ogni prospettiva, causandole la perdita di una gamba.Nonostante i timori per l'impatto psicologico del trauma, il risveglio di Bia ha mostrato una tempra fuori dal comune. Invece del dramma previsto, è emersa la consapevolezza di essere sopravvissuta a un evento che avrebbe potuto impedirle di vedere crescere suo figlio.Il ritorno alla normalità non è stato però un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. Bia ha avuto la possibilità di avere una protesi all'avanguardia. La sua rinascita ha fatto scattare in lei un desiderio :ha deciso di trasformare la propria disabilità in un ponte di solidarietà verso la sua terra d'origine. È nato così un progetto ambizioso: una raccolta fondi destinata all'acquisto di protesi per persone che, in Brasile, hanno subito amputazioni ma non dispongono delle risorse economiche per accedere alle cure.Il culmine di questo impegno sarà un evento pubblico previsto per il mese di aprile allo spazio Fase di Alzano, ad un anno dall'incidente. Una sfilata di moda che vedrà protagoniste donne disabili e non, unite in passerella per abbattere le barriere del pregiudizio.Il servizio di Paola Abrate
La storia di Bia è un cerchio che si chiude tra il Brasile e Bergamo, passando per una prova che avrebbe piegato chiunque, ma non lei. Quarantacinque anni, madre di un adolescente, Bia è arrivata in Italia vent'anni fa con un obiettivo preciso: trasformare la sua passione per l'estetica in un'impresa. Un sogno costruito passo dopo passo, partendo da un primo negozio fino al grande salto nel cuore della città, avvenuto meno di un anno fa. Ad aprile dello scorso anno, l'attività si era trasferita in centro, arricchendosi con una nuova linea di costumi da bagno. Un momento di garnde felicità, durato però appena una settimana. A pochi giorni dall'inaugurazione, un drammatico incidente stradale ha cambiato ogni prospettiva, causandole la perdita di una gamba.Nonostante i timori per l'impatto psicologico del trauma, il risveglio di Bia ha mostrato una tempra fuori dal comune. Invece del dramma previsto, è emersa la consapevolezza di essere sopravvissuta a un evento che avrebbe potuto impedirle di vedere crescere suo figlio.Il ritorno alla normalità non è stato però un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. Bia ha avuto la possibilità di avere una protesi all'avanguardia. La sua rinascita ha fatto scattare in lei un desiderio :ha deciso di trasformare la propria disabilità in un ponte di solidarietà verso la sua terra d'origine. È nato così un progetto ambizioso: una raccolta fondi destinata all'acquisto di protesi per persone che, in Brasile, hanno subito amputazioni ma non dispongono delle risorse economiche per accedere alle cure.Il culmine di questo impegno sarà un evento pubblico previsto per il mese di aprile allo spazio Fase di Alzano, ad un anno dall'incidente. Una sfilata di moda che vedrà protagoniste donne disabili e non, unite in passerella per abbattere le barriere del pregiudizio.Il servizio di Paola Abrate