Per ogni due anziani ricoverati in una casa di riposo della Bergamasca, ce n'è un altro in lista di attesa che aspetta di entrare. Il rapporto fotografa la forte pressione sulle Rsa orobiche, dove a fronte di circa 6.000 ospiti residenti si registra una lista d'attesa di quasi 3.000 persone ( 2.867, secondo l'ultimo monitoraggio Ats). La caccia a un posto letto costringe le famiglie a moltiplicare i tentativi: le domande totali depositate sono quasi 13mila, il che significa che ogni cittadino fragile è iscritto contemporaneamente in 4 o 5 liste diverse.I numeri complessivi della attesa sono comunque in calo rispetto al passato, quando si superavano i 3.000 pazienti. Gli esperti spiegano che la contrazione non dipende da un minor bisogno sul territorio, ma da un turnover più rapido. L'ingresso in struttura è ormai fortemente caratterizzato da una condizione di terminalità: la metà degli utenti vi trascorre meno di un anno, con una degenza media contratta a soli 6 mesi a causa di quadri clinici sempre più complessi.La rete socio-sanitaria ha risposto negli ultimi dieci anni aumentando del 6% i posti letto contrattualizzati, ma la crescita non basta a coprire l'invecchiamento dei residenti. Per questo sono stati potenziati i servizi domiciliari e i centri diurni, intesi come filtri per posticipare l'ingresso in Rsa. Resta la forte criticità dei ricoveri temporanei di "sollievo", formule a totale carico dell'utente (circa 100 euro al giorno) della durata massima di 2 mesi, che subiscono picchi stagionali insostenibili in estate in coincidenza con le ferie dei caregiver e delle badanti.Secondo quanto riportato dalle colonne de L'Eco di Bergamo, Edoardo Manzoni, presidente dell'Associazione San Giuseppe che riunisce una trentina di Rsa orobiche di ispirazione cattolica, ha sottolineato l'evoluzione in atto nel settore: «Il tema è sempre da affrontare pensando all'universo dei bisogni delle persone anziane, e quindi all'affrancarsi, sul territorio, di servizi alternativi che aiutino le famiglie a trovare le risposte più adeguate: l'Rsa è una delle risposte, ma non l'unica».Servizio di Paola Abrate
