• Domenica 28 Gennaio 2018
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Criminalità a Bergamo: meno furti, più frodi informatiche

Diminuiscono furti, rapine e stalking, crescono i casi di violenza sessuale e di truffe informatiche. Un quadro a luci e ombre quello che riguarda la criminalità nella nostra provincia, stando ai dati presentati in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario celebrata a Brescia (Corte d'Appello di riferimento per Bergamo e la Lombardia orientale). A differenza della percezione comune, tra il luglio 2016 e il giugno 2017, in Bergamasca si è registrato un calo dei delitti: quelli denunciati sono diminuiti del 7,4%. Tra le cause della diminuzione bisogna indubbiamente tenere conto anche di un certo numero di casi che i cittadini ritengono inutile segnalare alle forze dell'ordine, ma va sottolineato che la percentuale di delitti scoperti - considerata la carenza di personale e la complessità di certi casi - non è scoraggiante: i carabinieri hanno scoperto quasi il 18% degli oltre 38mila reati denunciati, la polizia il 30% delle 3694 querele ricevute. Diminuisce del 10% il numero di furti denunciati, mentre è in crescita notevole quello di delle frodi informatiche: questo tipo di reato fa salire la nostra provincia sul primo gradino di questa poco invidiabile classifica in tutto il distretto. "Di grande rilievo", come ha dichiarato il procuratore capo di Bergamo Walter Mapelli, resta l'evasione fiscale: cresce in particolare il fenomeno delle cosiddette "cartiere", ditte che gonfiano il fatturato con fatture per operazioni inesistenti per consentire ad altre aziende di abbattere il debito d'imposta e poi svaniscono nel nulla, portando con sè i debiti accumulati nei confronti dello Stato.

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