• Mercoledì 22 Febbraio 2017
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Smog, a Bergamo sessanta giorni senza respiro

Due mesi con il fiato corto. Nel 2016 a Bergamo è stato superato per 60 giorni il limite massimo di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo: il capoluogo orobico è settimo a parimerito con Como tra i 12 capoluoghi lombardi: il peggiore è Mantova, con 74 giorni, il più virtuoso Sondrio con 30. La concentrazione media di Pm10 per lo scorso anno a Bergamo è stata fortunatamente al di sotto dei limiti, ed è stata pari a 31,7. Proprio mentre vengono annunciati nuovi tagli al settore del trasporto pubblico, andando nella direzione opposta rispetto a quella che dovrebbe disincentivare l'uso dell'auto privata, si scopre poi che gli automobilisti bergamaschi, o comunque alla guida degli 80-90mila veicoli che transitano ogni giorno per la città, sono costretti a trascorrere il 5% del tempo che passano in macchina in coda mettendo a dura prova, oltre al loro sistema nervoso, la qualità dell'aria, sempre più scadente. Intanto ClientEarth, un'organizzazione non governativa inglese che si occupa della difesa dell'ambiente e che ha condotto battaglie - anche legali - in tutta Europa, il 20 febbraio ha notificato al presidente della Regione Lombardia Maroni e all'assessore all'Ambiente Terzi un ricorso al Tar con il quale chiede che sia rivisto con urgenza il Piano degli interventi per la qualità dell'aria, approvato 4 anni fa, ma inadeguato per una zona che resta tra le più inquinate in Europa, come mostra la mappa pubblicata dal "Corriere della Sera".

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