Girava in Ferrari e Lamborghini
e non dichiarava nulla: denunciato

Girava in Ferrari e Lamborghini e non dichiarava nulla: denunciato

Girava con Ferrari 612 Scaglietti e Lamborghini Murciélago, ma per il fisco faceva parte dei «poveri», visto che non dichiarava alcun reddito. È stato l’intuito dei finanzieri della Brigata di Costa Volpino, che hanno notato E. B., di Lovere, sfrecciare con lussuose auto, a far scattare l’indagine su di lui e sulle società che, anche se intestate a «prestanome», erano comunque da lui stesso gestite.

Le Fiamme Gialle dell’Alto Sebino hanno esaminato la sua posizione fiscale, scoprendo che, pur manifestando un elevatissimo tenore di vita, l'uomo non versava nemmeno un euro all’erario. Anzi, gli accertamenti svolti hanno fatto scoprire che, non sazio dell’evasione realizzata, il loverese ha permesso ad alcune società lombarde e piemontesi di evadere a loro volta, emettendo nei loro confronti fatture per operazioni inesistenti per fittizie vendite di prodotti informatici e materiali ferrosi.

I documenti falsi erano intestati a una società di cui era dapprima amministratore la moglie, poi sostituita da un pluripregiudicato napoletano. Le indagini hanno però dimostrato che il reale gestore della società era E. B. con la collaborazione di altre due persone, uno di Genova e l’altro di Costa Volpino.

Tutte le società coinvolte avevano sedi dichiarate che si sono rivelate fittizie e la contabilità è stata fatta sparire. Pertanto, per ricostruire le frodi poste in essere e scoprire i reali artefici degli illeciti, i finanzieri hanno dovuto svolgere accurate attività investigative, che sono consistite in perquisizioni presso varie abitazioni e, soprattutto, in accertamenti bancari.

Sono stati infatti esaminati un centinaio di conti correnti intestati o riconducibili all’indagato. Al termine delle indagini, avviate nel luglio 2007, è stato scoperto che circa 25 milioni di euro di ricavi sono stati sottratti a tassazione e sono state accertate violazioni all’Iva per 7,5 milioni di euro, oltre all’emissione di false fatture per 2,5 milioni di euro.

Cinque persone sono state denunciate alla procura della Repubblica di Bergamo per distruzione ed occultamento delle scritture contabili, omesse dichiarazioni e emissione di fatture per operazioni inesistenti.

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