Venerdì 05 Novembre 2010

Università: solo 1 su 100
ne condivide la vita politica

Sono soltanto 201 su 15.775 gli studenti iscritti alle liste delle rappresentanze studentesche presenti all'Università degli Studi di Bergamo. Un numero a dir poco esiguo: ciò significa che solamente l'1,28% degli universitari partecipa attivamente alla vita politica dell'ateneo. Un dato che fa riflettere, soprattutto se messo a confronto con il numero dei ragazzi che invece prendono parte alla mini movida universitaria, che dal martedì al giovedì popola alcuni locali della Bergamasca: circa 250 a serata. Giovani, dunque, pronti a divertirsi e che vedono l'università più come un luogo di passaggio, dove seguire le lezioni, sostenere gli esami e da cui uscire in fretta e furia appena conseguita la laurea.

L'Eco di Bergamo è andato a una delle serate universitarie, tra un aperitivo e l'altro in un clima informale, ha cercato di capire le motivazioni che stanno dietro la scarsa partecipazione alla vita politica dell'ateneo.

«Seguo la vita politica a livello nazionale, ma non quella a livello universitario – ci spiega Alessandro Rho, 22 anni, studente al 4° anno di Giurisprudenza –. Le rappresentanze servono a ben poco: la loro unica prerogativa sembra sia quella di scrivere giornalini. Io vado a votare, ma l'affluenza è bassissima. Quello che servirebbe a noi studenti sono convenzioni per i parcheggi, l'organizzazione di vere serate universitarie e una sede che sia nostra al cento per cento: quella in cui studio è in condivisione con la Provincia e spesso alcune aule sono occupate per ospitare delle conferenze». «È difficile avvicinarsi alla politica studentesca – prosegue Olivia Oppong, 19 anni, al 2° anno di Economia Aziendale –, c'è poco interesse da parte dei giovani, ma manca anche l'informazione all'interno degli atenei».

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a.ceresoli

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