Martedì 23 Novembre 2010

Scuola sempre più in crisi
Ora c'è lo sciopero delle supplenze

Si respira un'aria stanca nelle scuole e lo sblocco degli scatti di anzianità non basterà a dissipare una sofferenza che è ormai di tutti gli insegnanti, soprattutto di quelli che hanno permesso finora alla scuola pubblica di galleggiare nonostante tutto. Dopo lo sciopero delle gite, pressoché universale, gli insegnanti bergamaschi ora attuano lo sciopero delle supplenze. La situazione si fa complicata. E anche il dirigente provinciale Luigi Roffia, di solito ottimista, esprime preoccupazione: «Sono decisamente preoccupato. La scuola bergamasca ha un'ottima tradizione, è chiaro che se i docenti cedono, crolla tutto. Questi segnali di disagio stanno diffondendosi in tutta la Lombardia, il 30 novembre ne parleremo con il direttore generale Colosio».

Ne parlano i documenti che arrivano da istituti superiori ma anche comprensivi. All'Itis Paleocapa, da una settantina di docenti è stato votato un documento che afferma che: «Frustrati e scoraggiati, i docenti decidono di manifestare il loro malcontento attuando, in linea con le altre scuole della città e della provincia, forme di protesta che non compromettano la normale attività didattica» e che prevedono fra l'altro «l'indisponibilità allo svolgimento di supplenze» in sostituzione dei colleghi assenti. Anche al Professionale Galli è stato manifestato lo stesso orientamento. La protesta interessa anche la scuola dei piccoli: all'Ic Mazzi, istituto comprensivo che ha retto molto bene in questi anni la trincea avanzata dei cambiamenti sociali, un documento dell'assemblea del personale segnala l'impoverimento delle risorse che porterà a sole lezioni di cattedra, e peggio per chi non ce la fa o vorrebbe studiare meglio.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 23 novembre

fa.tinaglia

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