Lunedì 21 Marzo 2011

Yara, 200 telefonini «sospetti»
sotto la lente degli inquirenti

Sono circa 200 le utenze telefoniche su cui sono in corso accertamenti più approfonditi da parte degli inquirenti. Si tratta dei cellulari che - tabulati alla mano - risultano aver agganciato in sequenza le celle di Brembate Sopra (dove Yara è scomparsa) e di Chignolo d'Isola (dove è stata trovata cadavere).

Gli investigatori sono arrivati a stringere il cerchio dopo un lungo lavoro di scrematura fra decine di migliaia di utenze che agganciavano le ben 15 antenne presenti nella zona e lungo i possibili tragitti fra Brembate e Chignolo. Un lavoro immane, che, peraltro, potrebbe anche non portare alla tanto attesa svolta nelle indagini.

Come ha avuto l'accortezza di mettere fuori uso il cellulare di Yara, infatti, l'assassino probabilmente ha commesso rapimento e omicidio - ipotizzano gli inquirenti - tenendo il suo telefono sempre rigorosamente spento, o peggio lasciandolo acceso, ma riposto in altro luogo, creandosi addirittura un alibi.

L'analisi dei tabulati - insieme agli esami di laboratorio sul corpo e sugli indumenti - costituisce in questa fase delle indagini una grossa fetta dello sforzo investigativo. Prima del ritrovamento del cadavere di Yara si sapeva solo che il suo telefonino aveva agganciato per l'ultima volta alle 18,55 una cella telefonica a nord di Brembate Sopra, tra via Sorte e via Ruggeri, dopo essere stato servito temporaneamente (non si esclude per un sovraccarico della rete) dalla cella di Mapello, via Giulio Natta.

Dopo il 26 febbraio si è appreso invece che Yara e l'aguzzino (o gli aguzzini) si sono spostati fino a Chignolo, molto probabilmente subito, la sera stessa della scomparsa. Perciò gli investigatori hanno acquisito e confrontato i tabulati dei telefoni agganciati quella sera alle stazioni di telefonia posizionate tra Brembate Sopra e Chignolo, cercando di far emergere «coincidenze» utili.

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m.sanfilippo

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