Caso Yara, parla l'entomologo:
«Gli insetti spiegano le ultime ore»

Dove c'è un cadavere ci sono gli insetti. È un processo naturale. Sono tra i primi a raggiungere la scena del crimine. Sono, di conseguenza, custodi silenziosi di informazioni preziosissime. Parla Paola Magni, dal 2006 a Torino guida il Forensic entomology lab dell'Asl 1.

Caso Yara, parla l'entomologo: «Gli insetti spiegano le ultime ore»

Dove c'è un cadavere ci sono gli insetti. È un processo naturale. Sono tra i primi a raggiungere la scena del crimine. Sono, di conseguenza, custodi silenziosi di informazioni preziosissime. Mentre il corpo smette pressoché definitivamente di «parlare» a distanza di 72 ore dalla morte, perdendo gran parte dei parametri necessari a stabilire la data del suo ultimo respiro, in quest'arco temporale gli insetti hanno già fatto la loro comparsa: osservarli può dare un grosso aiuto a chi indaga per risalire alle cause della morte. Ed, eventualmente, all'assassino.

Ecco perché questa figura è importante anche nel caso di Yara Gambirasio: nell'équipe della dottoressa Cristina Cattaneo figurano anche esperti entomologi ai quali è stato affidato il compito di analizzare tutte le tracce lasciate dagli insetti sul corpo della piccola ginnasta.

Paola Magni ha 30 anni e dal 2006 a Torino guida il Forensic entomology lab dell'Asl 1, il primo laboratorio italiano di entomologia forense legato al Servizio sanitario nazionale, che vanta collaborazioni con diversi centri di ricerca nazionali e reparti specializzati delle forze dell'ordine. Tra i pochi laureati italiani in scienze naturali con specializzazione in entomologia forense, esordisce così per spiegare il suo ruolo in un'indagine, entrando in punta di piedi in un mondo al contempo tragico e affascinante: «La piramide alimentare degli insetti corrisponde a un orologio biologico molto preciso: l'«assalto» a un cadavere è a ondate. Prima arrivano i calliforidi (le comuni mosche, ndr), poi coleotteri e parassiti, l'ondata finale tocca ai ragni, che aspettano il periodo di metamorfosi di coleotteri e tarme per cibarsene. Ogni specie si riproduce e osservando lo stadio evolutivo dell'insetto sopra, dentro e attorno al corpo in decomposizione, si può risalire alla data, al luogo e alle cause della morte».

Il ruolo dell'entomologo forense nell'ambito delle indagini su crimini violenti è, dunque, quello di riuscire a correlare la presenza degli insetti campionati sul cadavere con i parametri ambientali specifici del luogo di morte. «Si riesce, così, a stimare con sufficiente precisione l'epoca della morte, il luogo del decesso ed eventuali spostamenti, gli eventi succedutisi in quel determinato luogo prima del ritrovamento del corpo, le eventuali lesioni che potrebbero essere la causa di morte».

© RIPRODUZIONE RISERVATA