Yara, l'ultimo testimone:
«Non indossava i guanti»

«No, quella sera Yara non indossava i guanti mentre usciva dall'atrio della palestra». Ha pochi dubbi il papà della compagna di ginnastica della tredicenne, l'ultima persona - esclusi gli assassini, o l'assassino - a vedere viva la piccola Yara.

Yara, l'ultimo testimone: «Non indossava i guanti»

«No, quella sera Yara non indossava i guanti mentre usciva dall'atrio della palestra di via Locatelli». Ha pochi dubbi il papà della compagna di ginnastica ritmica della tredicenne di Brembate Sopra, l'ultima persona - esclusi gli assassini, o l'assassino - a vedere viva la piccola Yara.

Quei pochi attimi ce li ha bene impressi nella mente e, da quel 26 novembre, li ha ripercorsi più e più volte. Ovviamente anche davanti agli investigatori, ai quali ha confermato: Yara non indossava i guanti. Proprio sui guanti la Scientifica della polizia ha trovato le due tracce di Dna, una maschile e una femminile.

Quella sera Yara li aveva già nella tasca del giubbotto, lo stesso posto dove erano anche il 26 febbraio, quando il suo corpo senza vita è stato trovato per caso nel campo di Chignolo d'Isola, dov'era rimasto per tre mesi. Resta il dilemma: Yara i guanti li ha indossati appena è uscita dalla palestra, mentre percorreva il vialetto del centro sportivo per raggiungere la strada dove è stata rapita, o non li ha mai messi?

La logica lascerebbe pensare che la tredicenne quei guanti non li abbia mai indossati. Perché il papà dell'amica la vede alle 18,39 e cinque minuti dopo - quando si poteva già trovare in via Morlotti - Yara invia all'amica Martina l'sms di risposta a quello che la sua coetanea le aveva inviato alle 18,25.

Se l'ultimo sms l'ha inviato alle 18,44 è chiaro che l'ha scritto nei minuti (uno o due al massimo) precedenti. Visto che è molto difficile utilizzare la tastiera di un cellulare con i guanti, è verosimile pensare che la piccola Yara quei guanti li avesse tenuti semplicemente nella tasca del giubbotto dove poi sono stati trovati. Senza indossarli mai.

Se così fosse, però, diventa meno probabile che le tracce di Dna (o almeno una delle due) possano appartenere all'assassino (o agli assassini) di Yara.

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