Mercoledì 31 Agosto 2011

Bigiani scomparso da 40 giorni
La figlia: «Papà torna a casa»

«Papà torna a casa, mi manchi tanto». È l'appello lanciato da Cassandra, la figlia dodicenne di Alfredo Bigiani, 52 anni, scomparso dal 20 luglio. Il nome di Bigiani era balzato alle cronache nel 2004, quando l'ex detenuto aveva aperto un bar a Pedrengo, «L'Ora d'Aria» per ironizzare su un passato che ormai, dopo 27 anni di carcere per rapine, non gli apparteneva più. Insieme alla moglie lo ha tenuto aperto fino al dicembre del 2005, quando ha dovuto chiudere perché, nonostante gli sforzi, gli affari non andavano bene.

«Da allora abbiamo vissuto di piccoli lavoretti – racconta la moglie – ma purtroppo abbiamo sempre trovato porte chiuse». Alla figlia Cassandra, affetta dalla sindrome di Down, Bigiani ha dedicato alcune poesie che gli hanno fatto vincere un premio letterario. Il 17 gennaio 2006 il suo nome è finito nuovamente sulle prime pagine, dopo essere stato vittima di un attentato a Longuelo. Un killer gli aveva suonato al campanello di casa spacciandosi per un carabiniere incaricato di notificargli un provvedimento: quando Bigiani aveva aperto il portone, gli aveva sparato, ferendolo di striscio.

«Dopo quell'episodio ci siamo trasferiti in un paese che, per motivi di sicurezza, non voglio rendere noto – continua la moglie – ma Alfredo ultimamente è caduto in depressione: non parla più, si è dato all'alcol e non è la prima volta che sparisce di casa, ma mai per così tanto tempo. È in cura al Sert, io stessa lo accompagno sempre con la bimba alle sedute con gli psicologi. Così ho fatto anche la mattina del 20 luglio, ma Cassandra aveva la febbre e così siamo tornate a casa, lasciandolo rientrare da solo. Quella sera però non è tornato e mi ha mandato un sms: "Ho preso la via del non ritorno, non aspettarmi più". Mi sono spaventata e l'ho cercato ovunque, per giorni. Ieri sera ho anche avvisato la trasmissione Chi l'ha visto?».

Qualche giorno prima di sparire, Bigiani è stato condannato in via definitiva: «Il 12 luglio gli è arrivata la sentenza della Cassazione per un reato commesso tre anni fa: deve scontare 3 anni e mezzo in carcere – spiega la moglie – ma quando i carabinieri sono venuti a prenderlo, lui era già andato via. Così ora è anche ricercato. Non escludo che la condanna sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Potrebbe anche aver commesso un gesto estremo, non so più cosa pensare». Una ventina di giorni fa Bigiani è stato segnalato alla moglie a Bergamo, Seriate e Alzano. «Prego chiunque lo veda di chiamare il giornale, perché io non posso lasciare il mio numero. Cassandra è disperata, gli ha scritto tante letterine: "papà torna a casa, perchè sei il mio sole e io lo sono per te. Non mi puoi lasciare così, anche perché ho solo te"».

e.roncalli

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