Sabato 26 Novembre 2011

In un anno percosse 267 donne
Stalking,1 su 5 denuncia l'abuso

Secondo i dati Istat sono più di sei milioni in Italia le donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica e sessuale nel corso della loro vita; non solo: dal 1988 ad oggi in Lombardia i Centri antiviolenza – nove in tutta la Regione – hanno trattato i casi di 16.940 donne e 9.000 minori. Un fenomeno, nonostante i dati, ancora sommerso: il 91,6% delle donne maltrattate infatti non sporge denuncia.

«In Europa una donna su quattro è vittima di violenza – ha sottolineato Luisa Pecce, Presidente del Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo, in occasione dell'incontro organizzato da Palafrizzoni per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne –. Anche a Bergamo esiste questo fenomeno: è necessario riflettere sulla realtà della città e unire le forze per farlo conoscere ed emergere per poter poi riuscire a prevenirlo».

Nell'ultimo anno i dati del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Bergamo parlano chiaro: 267 i casi di percosse subite da donne. Un dato che fa riflettere e pone l'accento sulla necessità degli ospedali di avere un'équipe preparata ad affrontare casi del genere. Dal 2008 l'ospedale di Bergamo – grazie a un progetto che coinvolge oltre al Pronto Soccorso l'Unità di Ostetricia e Ginecologia – ha la sua équipe multidisciplinare, composta da medici, ostetriche, psicologi e assistenti sociali capaci non solo di curare ma anche di accogliere, ascoltare e comprendere la donna che ha subito violenza. In tre anni sono state circa 70 le donne vittime di violenza sessuale che sono giunte in osservazione e 600 si sono rivolte al Pronto soccorso generale dopo aver subito una violenza domestica.

Di stalking si è invece parlato al convegno organizzato dall'Associazione poliziotti italiani (Api) al teatro civico di via Kennedy a Dalmine.

I numeri relativi allo stalking, letteralmente la «persecuzione», che consiste in un insieme di comportamenti reiterati tramite i quali una persona affligge la vittima, si intromette nella sua vita e compromette il normale svolgimento della quotidianità, parlano purtroppo in modo chiaro e allarmante: il fenomeno coinvolge un italiano su cinque.

Ma il dato è ancora più impressionante se si considera che solo il 20% delle vittime di atti persecutori denuncia il fatto. Telefonate, appostamenti, minacce, pressioni di diverso tipo che portano la vittima a sentirsi perseguitata, questi i sintomi più evidenti del reato, anche se non gli unici.

Chi è lo stalker? L'unica certezza è che non esiste un profilo predefinito. «Non dobbiamo pensare che possano diventare persecutori solo individui affetti da problemi di tipo psichico, perché nella realtà dei fatti non è così», spiega Serena Cerri, psicoterapeuta.

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r.clemente

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