Giovedì 09 Febbraio 2012

Gelo a Valgoglio e Gromo
E acqua con il contagocce

Freddo siberiano, ma soprattutto siccità. La neve non si scioglie perché le temperature sono troppo basse. Gli acquedotti sono a secco e nei paesi, soprattutto in Val Seriana e in Valle Imagna, l'approvvigionamento idrico è al limite, pari ai consumi. Tra i paesi posti lungo l'asta del Serio a rimanere senz'acqua è stato il centro storico di Ardesio dove, nonostante l'emergenza sia rientrata, permane l'ordinanza comunale per la limitazione del consumo di acqua.

Ieri anche il Comune di Valgoglio ha emanato un avviso alla popolazione per evitare gli sprechi di risorse idriche. La situazione più critica è però quella di Gromo. Il sindaco Ornella Pasini, dopo aver chiesto l'immediato intervento del tecnici di Uniacque, ha emesso un'ordinanza con cui invita la popolazione a limitare il consumo idrico alle strette esigenze igienico-sanitarie.

«A seguito del perdurare di condizioni di gelo e carenza di precipitazioni – scrive Pasini –, le sorgenti che alimentano gli acquedotti comunali del capoluogo hanno subìto un drastico calo di apporto idrico e non sono più sufficienti a garantire l'approvvigionamento per i necessari usi civili. Preso atto degli interventi di Uniacque, viste le previsioni dei prossimi giorni che non consentiranno di risolvere all'immediato la situazione, riscontrata la necessità di attivare tutte le azioni e gli interventi funzionali a scongiurare ogni possibile spreco ed a salvaguardare la capacità di alimentazione delle sorgenti comunali, invitiamo la popolazione a un moderato utilizzo di acqua».

Quattro le sorgenti che alimentano gli acquedotti comunali. «La sorgente Valsedornia – spiega Angelo Olivari, assessore ai Lavori pubblici – che alimenta gli Spiazzi e Boario, per ora è normale, così quella della Ripa. A far registrare un calo d'acqua sono quelle che alimentano l'acquedotto del centro: la Sambughera e quella della Maresana, che fornisce anche il Comune di Valgoglio. Le teniamo sotto osservazione. Se il calo delle portate dovesse aumentare potremmo, con Uniacque, riempire i bacini con autocisterne. Nel qual caso la popolazione dovrebbe far bollire l'acqua prima del consumo. Si tratta, per ora di un'ipotesi». Intanto, già ieri c'è stato un sopralluogo per vedere di poter utilizzare anche la vecchia sorgente di Colarete, ormai dismessa. In caso di emergenza potrebbe rimpinguare le magre risorse idriche, ma prima servono le analisi dell'Asl per la potabilità. Sotto controllo, per il momento, la situazione idrica di Piario, Oltressenda Alta, Villa d'Ogna, Gandellino e Valbondione.

e.roncalli

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