Mercoledì 21 Marzo 2012

Moro vuole essere interrogato:
«Per chiarire la mia posizione»

Un'indagine interna, informale e molto soft, sta strisciando in questi giorni all'interno di Palafrizzoni e degli assessorati del Comune. Non un atto ufficiale: semmai domande buttate lì per capire se c'è da escludere coinvolgimenti o invece drizzare le antenne. Intanto le minoranze chiedono a Moro di autosospendersi. Da quando si è saputo che Marcello Moro è indagato con l'accusa di aver ricevuto 50 mila euro dall'imprenditore Pierluca Locatelli per sbloccare un pagamento relativo ai lavori a Sant'Agostino, dirigenti, funzionari e tecnici si sono sentiti chiedere se in passato avevano mai subìto pressioni dall'assessore al Personale finito nella bufera giudiziaria. Al momento, nessuna risposta positiva. Sicché - almeno ufficialmente - risulta che Moro non abbia mai caldeggiato l'affaire Locatelli all'interno degli uffici municipali.

«Nemmeno su di me ha mai fatto pressioni», dichiara l'assessore Alessio Saltarelli, titolare dei Lavori pubblici. È quest'ultimo che in Consiglio comunale aveva illustrato la delibera con cui si autorizzava la transazione a favore della Baldassini-Tognozzi (la ditta fiorentina dalla quale la Locatelli aveva ricevuto il subappalto per i lavori a Sant'Agostino) e il conseguente stanziamento fuori bilancio di 869.033,08 euro. «Non ci sono mai stati attriti sulla questione – rivela Saltarelli –. La cifra accordata era inferiore persino all'ipotesi più favorevole al Comune delineata nella relazione del Ctu nel giudizio. La convenienza per il Comune era lampante, sarebbe stato assurdo dichiararsi contrari alla transazione. Per questo Moro non aveva alcun motivo per fare pressioni». 

Spiazzato il diretto interessato sembra sinceramente spiazzato. «A una settimana dalla pubblicazione della notizia sui giornali – confida Moro – non so ancora se sono indagato e per che cosa. Tutte le cose che so, le ho lette sulla stampa. Ma sono sereno e, giuro che non è una frase fatta, ho fiducia nella magistratura». Tramite l'avvocato Nadia Germanà, l'assessore chiederà alla Procura di essere interrogato. «Voglio chiarire la mia posizione e capire perché sono stato tirato in ballo», annuncia.

Intanto le opposizioni di Palafrizzoni (Pd, Lista Bruni, Idv, Verdi e Udc), lo invitano a farsi momentaneamente da parte. «È opportuno – scrivono in un comunicato congiunto – che l'assessore Marcello Moro, indagato dalla Procura di Bergamo per un presunto caso di corruzione, si autosospenda volontariamente dalla carica istituzionale che ricopre. Se questa decisione non arrivasse, dovrebbe essere lo stesso sindaco Tentorio a intervenire. Ci auguriamo che le accuse si rivelino infondate, ma nell'attesa occorre preservare, con la massima trasparenza, l'istituzione Comune e la fiducia dei cittadini. Per questo, secondo noi, l'autosospensione è necessaria in attesa che le indagini facciano il loro corso, speriamo nel più breve tempo possibile».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 21 marzo

fa.tinaglia

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