Mercoledì 30 maggio 2012

Roxana, la paura della mamma:
temo il racket della prostituzione

«Temo che qualcuno la stia trattenendo contro la sua volontà e ho paura che finisca in qualche brutto giro, come il racket della prostituzione». Ha la voce rotta Maria Pop, la mamma di Roxana, la sedicenne nata in Romania ma residente da anni a Rota d'Imagna, che manca da casa da giovedì scorso, giorno in cui ha raggiunto Bergamo per andare a scuola ma, in realtà, senza poi mai presentarsi in classe.

Il giallo della sua scomparsa si infittisce. La speranza degli inquirenti – perché di certezze, purtroppo, non ce ne sono – è che la sedicenne si sia allontanata volontariamente da casa, anche se la mamma lo esclude.

«Alle 6,30 è uscita di casa per andare a prendere l'autobus per Bergamo – racconta Maria Pop – e fin qui nulla di strano. Nel pomeriggio ho ricevuto un sms da un numero a me sconosciuto: "Mamma, torno alle 17". Preoccupata, perché Roxana di solito non tarda mai, ho chiamato quel numero e mi ha risposto un marocchino. Mi ha detto di non conoscere mia figlia e di aver sbagliato numero. Io ho insistito: guarda che mi ha inviato un messaggino dal tuo cellulare. Così ha ammesso: "Non mettermi nei guai, non so niente, non c'entro niente", mi ha detto». 

«Venerdì l'ho richiamato – racconta la donna, che si è anche rivolta a "Chi l'ha visto?" – e mi ha ammesso che Roxana aveva trascorso la notte a casa dell'italiano: Roxana era in lacrime, mi ha detto, poi dalle 7 della mattina lui non ha più visto né lei né l'altra ragazza. Sostiene anche di aver visto dei biglietti del treno, pare per la Puglia, e che qualcuno aveva bruciato la sim-card del telefono di Roxana. Io temo sia stata raggirata da qualcuno che, magari con una scusa e approfittando del fatto che è una bella ragazza, l'abbia portata via per farla prostituire. Non aveva problemi né in casa né a scuola».

Sabato mattina, da un numero sconosciuto, Maria Pop ha ricevuto l'ultima chiamata della figlia: «Mi ha detto: "mamma stai tranquilla che tornerò". Ma non era normale, la sua voce era agitata, come se fosse costretta. Non so più cosa pensare: spero di riabbracciarla al più presto».

Una pagina su questo giallo su L'Eco di Bergamo del 30 maggio

fa.tinaglia

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