Martedì 27 Novembre 2012

Francia, alpinisti bergamaschi
bloccati da due giorni in parete

Ci sono anche due bergamaschi d'adozione - il medico Francesco Cantù, fino allo scorpo aprile ai Riuniti di Bergamo, e Luca Gaggianese, responsabile della raccolta fondi del Cesvi Bergamo fino al 2006 - tra i tre alpinisti italiani ancora bloccati sulla parete nord del Dome des Ecrinis, impegnati in un'ascensione sulla cima di 4.015 metri delle Alpi del Delfinato, in Francia.

A causa del maltempo i soccorsi anche questa mattina - martedì - non sono riusciti a raggiungerli e sono in attesa di una schiarita per effettuare un nuovo tentativo di recupero. Tra i tre c'è un medico, Damiano Barabino, di 32 anni, esperto scalatore genovese con alle spalle spedizioni in Patagonia e in varie cime delle Alpi alle spalle. L'ultimo contatto con loro risale a lunedì pomeriggio quando Barabino ha chiamato il padre, verso le 16, annunciando che avrebbero tentato la discesa nonostante la bufera.

«Il pericolo maggiore - fanno sapere dal Peloton d'haute montagne di Briancon - è costituito dalle valanghe. Purtroppo le previsioni danno neve anche per tutta la giornata di oggi e per domani, con temperature percepite di parecchi gradi sotto lo zero».

I tre erano partiti domenica notte dal rifugio Cezanne (Prè de Madame Charles, comune di Pelvoux) per affrontare una via tecnicamente impegnativa. Dopo una prima notte in una buca scavata nella neve a 3.900 metri, lunedì hanno dato l'allarme. «Abbiamo provato ancora a contattarli - aggiungono i gendarmi francesi - ma i telefoni sono muti».

Dell'accaduto è stato informato anche il Consolato italiano di Nizza.

I soccorritori del Peloton d'haute montagne di Briancon hanno costituito un punto di emergenza al Prè de Madame Charles, che dista circa 4-5 ore a piedi dall'attacco della parete dove erano impegnati i tre scalatori italiani (oltre al genovese Damiano Barabino, ci sono un alpinista di Milano e uno di Bergamo).

Secondo quanto si è appreso, lunedì - quando hanno comunicato l'intenzione di tentare la discesa - erano a circa 4-5 calate in corda doppia dalla base della parete, dove inizia la discesa nella neve fino al rifugio. La speranza è che abbiano trovato un luogo riparato dal vento dove proteggersi oppure che siano riusciti ad arrivare alla «grotta» scavata nella roccia all'inizio della parete.

Nella zona è caduto oltre un metro di neve e le previsioni non indicano miglioramenti fino a metà settimana, rendendo impossibili sorvoli in elicottero. I soccorritori francesi stanno salendo verso la base della parete a piedi e con l'ausilio di motoslitte. (ANSA).

a.ceresoli

© riproduzione riservata