Sabato 02 Febbraio 2013

E' morto don Guglielmo Mangili
Portò il Concilio nelle parrocchie

In ogni stagione della sua vita sacerdotale ha realizzato con convinzione le riforme del Concilio Vaticano II. Ha avuto impegni diocesani ed è stato responsabile di diverse parrocchie. Tutti incarichi da lui svolti con passione, competenza e intelligenza. È morto ieri monsignor Guglielmo Mangili, parroco di Cenate San Rocco e già parroco di Sant'Anna in Borgo Palazzo, in città. Aveva 71 anni e da tempo era malato.

«Perdo un carissimo amico – ricorda il delegato vescovile monsignor Alberto Carrara –. Ci conoscevamo dai tempi del Seminario. Poi abbiamo condiviso cammini pastorali diocesani con la stessa sensibilità conciliare». La passione del Concilio Monsignor Mangili era nato il 20 settembre 1941 a Cenate San Martino, in una famiglia contadina. Entrato nel Seminario diocesano, proseguì gli studi teologici nel Pontificio Seminario romano, conclusi con la licenza in Teologia e la laurea in Filosofia. Questo periodo era immediatamente successivo al Concilio, che seguì con passione, con la decisa volontà di tradurlo nei campi di apostolato. Dopo l'ordinazione (19 marzo 1966) era stato curato di Tavernola (1966-'69) e di Torre Boldone (1970-'76). I suoi esordi nella parrocchia dell'hinterland, che coincidevano con il tumultuoso sviluppo edilizio del paese, non furono facili. Tra lui e l'anziano parroco don Carlo Angeloni, comprensibilmente un po' smarrito di fronte alle riforme conciliari, non c'era soltanto differenza di età.

«Don Carlo era un prete vecchia maniera, a cui sarebbe piaciuto avere subito tanti e ottimi esecutori – scrisse monsignor Mangili in un ricordo –. Però si era fidato di noi preti: discutevamo insieme di progetti pastorali, si preparava assieme la predica della domenica». Contemporaneamente, fu membro del Consiglio pastorale diocesano (1970-'76), docente in Seminario (1973-'82) e segretario del Centro pastorale per la formazione permanente del clero (1974-'79). «In questi incarichi e nelle parrocchie – ricorda ancora monsignor Carrara – tradusse le riforme conciliari con convinzione ed entusiasmo, ma talvolta anche con un pizzico di rigidezza che, di primo acchito, poteva non piacere a tutti. Ma tutti gli hanno sempre riconosciuto trasparenza, onestà e intelligenza».

Parroco in diverse comunità Monsignor Mangili divenne poi parroco di Fuipiano al Brembo (1976-'80), di Dorga (1980-'86) e membro del Consiglio pastorale diocesano (1981-'84, 1987-'89). Nel 1986 guidò Zingonia, impegnandosi a costruire una comunità cristiana. Nel 1993 divenne parroco di Sant'Anna in Borgo Palazzo in città. Anche qui esordi non facili, perché la popolazione era ancora legata al predecessore don Pierino Corvo. Ma subito monsignor Mangili si mise all'opera, rinnovando la pastorale e l'apporto del laicato, oltre ad abbellire la chiesa. Fu lui a reintrodurre la festa pastorale e la processione, diventate un momento unificante. Nel 2005, per motivi di salute, diede le dimissioni. Andò a risiedere nella casa ritiri di Botta di Sedrina. Dal 2007 era parroco di Cenate San Rocco.

«Era un amico e un prete zelante – sottolinea don Eliseo Pasinelli, suo successore a Borgo Palazzo –. Quando andavo a visitarlo mi accoglieva con gioia, mi parlava della dialisi a cui doveva sottoporsi, della parrocchia e dei tempi in cui poteva andare in montagna». La salma di monsignor Mangili è esposta nella parrocchiale di Cenate San Rocco. Lunedì i funerali, alle 15, presieduti dal vescovo Francesco Beschi.

Carmelo Epis

e.roncalli

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