Mercoledì 29 Maggio 2013

Disabili, malati, nuove strutture
Le opere sostenute dall'8 per mille

«Grazie alla tua firma è cresciuta la speranza». «Queste opere sono anche opera tua». Sono gli slogan scelti per la campagna di sensibilizzazione e promozione dell'Otto per mille alla Chiesa cattolica, una firma fattibile a tutti: chi presenta i modelli 730, 730-1, Unico e Cud.

Questi slogan trovano ampia e concreta conferma anche nelle opere realizzate nella nostra diocesi nel corso degli anni grazie ai proventi dell'Otto per mille, di cui hanno beneficiato sia parrocchie piccole e grandi, sia organismi e associazioni impegnati in prima linea nel soccorso di povertà e bisogni antichi, nuovi ed emergenti, come il mondo della disabilità e della sofferenza.

Fra le opere che hanno ricevuto i contributi dell'Otto per mille c'è il centro polifunzionale «Scala di Giacobbe», che vede la sinergia di Diocesi, Patronato San Vincenzo, Comune, Provincia e Asl di Bergamo. Gestito dalla Fondazione Angelo Custode onlus, risponde a un bisogno molto avvertito dal territorio.

Infatti, la struttura viene incontro alla realtà della disabilità grave attraverso la gestione e lo svolgimento di attività sociosanitarie e socioassistenziali mirate al sostegno di singoli e famiglie che versano in situazioni di disagio. Questo cammino si pone nei principi di ispirazione cattolica e in armonia con le iniziative pastorali diocesane.

Tante le opere fatte con l'Otto per mille per i bisogni e le necessità delle parrocchie in ogni angolo della diocesi per restauri, centri pastorali, oratori e nuovi chiese. Oltre alla chiesa parrocchiale di Loreto e alla chiesa (con centro pastorale) di Paderno di Seriate, anche la piccola comunità di Guzzanica, frazione di Dalmine (600 abitanti), ha ricevuto i proventi dell'Otto per mille, che hanno contribuito alla costruzione della nuova chiesa parrocchiale dedicata al Beato Papa Giovanni, che ha sostituito quella precedente, risalente al Cinquecento ma ormai insufficiente per la popolazione.

Maggiori dettagli su L'Eco di Bergamo del 29 maggio

r.clemente

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