Martedì 25 Marzo 2014

Aeroporti, alleanza ad Est

«Ma parliamo anche con Orio»

L’aeroporto di Montichiari

Fiori d’arancio e grandi sorrisi ad Est: Verona e Venezia convolano a nozze. L’accordo c’è: primo step ad aprile, nozze entro giugno. «Nasce il polo aeroportuale del Nordest» annuncia con tutta l’enfasi del caso Paolo Arena, presidente della veronese Catullo, che gestisce gli aeroporti di Verona e Montichiari. Soddisfatto anche Enrico Marchi, presidente della veneziana Save, pronta ad entrare in casa scaligera fino al 35% delle quote.

E anche oltre: «Spero possa succedere a Verona quello che è successo a Treviso». Ovvero tutti insieme appassionatamente nella holding: «L’obiettivo è ragionare in un’ottica di sistema», spiega Marchi. Un soggetto unitario «per il Veneto e qualche propaggine» aggiunge riferendosi allo scalo di Montichiari in terra bresciana: «Ma non vorrei aggiungere altro».

Tentativo respinto con perdite. Anche perché sull’aeroporto pende la spada di Damocle del ricorso vinto da Sacbo al Tar e che annulla la concessione quarantennale («regolarmente ottenuta nei vari ministeri» ricorda Arena) della Catullo. Marchi fa il diplomatico: «Abbiamo due soluzioni, una con e una senza Montichiari...» esordisce. Poi a domanda in separata sede su quale preferisca, risponde eloquentemente: «Glielo dico tra un mese». Ovvero quando finirà l’esame approfondito. Arena, invece, va all’attacco: «A breve presenteremo il ricorso al Consiglio di Stato, e sono moderatamente fiducioso».

Ma Marchi non pare avere voglia di ulteriori bagarre giudiziarie: «Ho il massimo rispetto di Sacbo e della sua storia di successo» spiega a margine della conferenza stampa. «Tanto è vero che non ho mai voluto intervenire in questa vicenda di Montichiari. Siamo qui per costruire e non per distruggere». Quindi porte aperte ad un’eventuale intesa con Sacbo su Montichiari? «Dico solo che ora cominciamo a sistemare questa partita di Verona, e poi siamo disponibili a confrontarci con tutti» spiega Marchi, che di fronte a domanda su incontri informali già avvenuti con Sacbo traccheggia un attimo: «Siamo qui per collaborare: a Bergamo ci sono fior di professionisti, e credo che tra professionisti ci si possa intendere».

Leggi di più su L’Eco di Bergamo di martedì 25 marzo

© riproduzione riservata