Giovedì 26 Giugno 2014

«Info? Non basta un mini-cartello»

I pannelli informativi invisibili

Il cartello invisibile trovato da Francesco

Dopo i disastri causati dal maltempo nella giornata di mercoledì, la situazione sembra migliorata. Vigili del fuoco e forze dell’ordine non segnalano nella notte ulteriori problemi. Il meteo concederà sprazzi di sole, ma sabato e domenica ancora acqua. Un lettore ci racconta la sua disavventura.

La lettera di Francesco

«Mercoledì 25/6, Ore 8.30, uscita A4 dalmine provenendo da Milano. Coda chilometrica già a 1.5 km dall’uscita. Siamo praticamente fermi. I pannelli informativi in autostrada non danno indicazioni (a parte il solito “Tutor attivo”…).

Chiamo il 1518 che mi dice “traffico intenso, per pioggia”.

Dopo più di mezz’ora fermo, esco a Bergamo e raggiungo Comun Nuovo dove ho un appuntamento di lavoro. Intanto verso mezzogiorno, smette di piovere.

Cerco di ri entrare in autostrada a Dalmine, alle 18.30. Mi trovo improvvisamente in coda, fermo. Dopo un po’, scorgo un cartello minuscolo, ma quando ormai non ho più nessuna possibilità di cambiare itinerario e sono bloccato in un imbuto. Dopo molta coda, scorgo la scritta, in piccolissimo “SS525 chiuso per allagamento”.

Dopo un altro bel po’ di coda mi dico:

a) I pannelli segnalatori in autostrada non potevano scrivere “USCITA DALMINE SCONSIGLIATA-PROSEGUI BG”?

b) L’informazione giusta che il 1518 doveva dare è “l’uscita dalmine è bloccata per sottopasso allagato, prosegua per BG” e non dire solo “traffico intenso per maltempo”.

c) Il sistema di deviazioni, deve consentire agli utenti di prendere strade alternative, e non segnalare un’ostruzione con un cartello minuscolo e inutile, quando ormai ci sei dentro senza possibilità alcuna.

Bastano 300 euro di cartelli posti poco prima con un sistema di deviazioni pensato bene e gestito dalla polizia locale e con movieri. Anche perché non è la prima volta che questo succede. Quindi è prevedibile ed è possibile mettere a punto una specie di piano di emergenza.

A quanto ammontano i costi di migliaia di auto in coda per migliaia di ore/uomo perse? Centinaia di migliaia di euro. E le mancate consegne vista l’elevata concentrazione di industrie nella zona? Le aziende potrebbero addirittura consorziarsi e sostenere le spese per il piano di emergenza, movieri e segnalazioni: evitare i disagi di oggi sarebbe un investimento aziendale a ritorno immediato.

Ma se nell’ingorgo ci fosse stata un’ambulanza? O una pattuglia della PS? Tanta attenzione e solerzia per gli autovelox e i tutor, poi dimentichiamo soluzioni facili e poco costose per migliorare la sicurezza stradale nella sostanza, che non può essere sempre sola responsabilità ribaltata sull’utente.

d) Ma chi ha progettato il ponte, non sapeva calcolare un impianto di scolo acque? Non si dica che gli eventi piovosi sono eccezionali, perché il 25/6 è piovuto solo mezza giornata. Con un minimo di buonsenso e comune diligenza da parte degli enti preposti e gestori, si ridurrebbero disagi e rischi gravi.

PS: mi occupo di sicurezza sul lavoro e quando sono in giro per strada vedo quanto poco basterebbe per fare prevenzione davvero. Invece l’obiettivo primario è far cassa, come la giornata di oggi ha ampiamente dimostrato.

Vi ringrazio in ogni caso per l’attenzione.

Francesco Volta

© riproduzione riservata