Martedì 26 Novembre 2013

«Behexhed non era un ladro, lavorava»

Il sindaco: «Non mi dispiace per lui»

Stefano Locatelli
(Foto by Video S.Marco)

Da una parte gli amici della vittima - «Non era un ladro, aveva una lavoro» - , dall’altra la presa di posizione del sindaco di Chiuduno, Stefano Locatelli, che si è detto non dispiaciuto per la sorte toccata al giovane albanese. Due modi di vedere le cose destinati a far discutere a lungo.

I rappresentanti dell’Associazione italo-albanese non accettano l’immagine che è stata data di Behexhed Bushi, il ventisettenne morto nella sparatoria di venerdì notte a Bolgare. «Si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato», dicono e annunciano di essere pronti a interpellare il tribunale internazionale dell’Aja.

Ieri una delegazione di cento persone ieri si è recata a casa della sorella portando una colletta di tremila euro da utilizzare per il rimpatrio della salma in Albania. «Era un bravo ragazzo, un grande lavoratore – commenta Borana Tartari, segretaria dell’Associazione italo-albanese di Bergamo – era arrivato in Italia nel 1994 ed era stato affidato agli zii, aveva il regolare permesso di soggiorno».

La comunità albanese respinge la ricostruzione della serata, spiegando di essere stata sul posto per darsi un’idea precisa di quanto avvenuto.

Le parole del sindaco

Fanno discutere le parole scritte sabato su Facebook dal primo cittadino Stefano Locatelli, che si è detto non dispiaciuto per la morte del ladro a Bolgare: «Ho semplicemente espresso quello che è il pensiero di chi lavora onestamente e non si sente più sicuro in casa propria – spiega il sindaco – nonostante tutti gli sforzi delle forze dell’ordine e delle amministrazioni».

Dichiarazioni che hanno trovato spazio anche in Consiglio comunale. «Uno sfogo quello del sindaco su un social network può essere giusto o sbagliato, non sta a noi dirlo – dice Mauro Cinquini, della minoranza Insieme per Chiuduno – bisogna però stare molto attenti a quanto si dichiara soprattutto se si ricopre un ruolo istituzionale. Non commentiamo dunque il suo sentimento personale, l’attenzione va focalizzata sul fatto che la criminalità si sta intensificando ed è necessario trovare una soluzione. Siamo dunque concordi con Locatelli nel dire che dobbiamo essere solidali con le forze dell’ordine che stanno facendo tutto ciò che è nelle loro possibilità, bisogna capire cosa sta succedendo perché la situazione rischia di sfuggire di mano. Bisogna unirsi e mettere in campo una strategia vincente».

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