Giovedì 23 Gennaio 2014

Dalla «stazione» in Cattedrale

Il maresciallo diventa diacono

L’abbraccio di Giuseppe Lo Sardo (a destra) con il vescovo di Bergamo, mons. Beschi
(Foto by San Marco Foto)

Si è spogliato della divisa da carabiniere per indossare la stola e la dalmatica. Ma lui assicura che l’ordinazione a diacono non aggiunge nulla al suo lavoro da maresciallo: «In 34 anni di servizio ho sempre avuto a che fare con la sofferenza, la povertà, i problemi dei giovani» dice Giuseppe Lo Sardo, 52 anni, comandante della stazione di Sarnico dal marzo scorso.

È il secondo caso in Lombardia di un maresciallo dell’Arma che viene ordinato diacono permanente. E l’emozione è forte per lui e per la sua famiglia: la moglie Giorgia, il figlio Vincenzo e le figlie Maria e Chiara. Sono tutti in Cattedrale per assistere alla cerimonia insieme a parenti, amici, carabinieri e diaconi di Bergamo e Brescia, dove Lo Sardo ha passato la maggior parte della sua carriera da militare e del suo percorso religioso.

Il vescovo Francesco Beschi ricorda nell’omelia come il diacono sia un seminatore della Parola, di carità e di se stesso.

Certo è strano, per chi lo conosce, vedere il maresciallo indossare la stola al posto della bandoliera, o amministrare l’Eucarestia invece che ammanettare i malviventi. Ma una cosa non esclude l’altra. Potrà battezzare, benedire matrimoni, predicare, catechizzare. E continuerà a denunciare, arrestare, segnalare, fare posti di blocco e servizi di ordine pubblico.

Domenica la prima Messa nelle nuove vesti e la festa in oratorio.

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