Giovedì 28 Agosto 2014

Dalmine, gli agenti uccisi al casello

«Non dimentichiamo, tutt’altro»

La cerimonia di commemorazione per i poliziotti Luigi D'Andrea e Renato Barborini uccisi nel 1977 da Renato Vallanzasca al casello autostradale di Dalmine
(Foto by Frau)

L’amministrazione comunale di Dalmine non ha alcuna intenzione di dimenticare Luigi D’Andrea e Renato Barborini, i due poliziotti barbaramente assassinati per mano della banda Vallanzasca il 6 febbraio 1977 al casello autostradale di Dalmine.

Il sindaco Lorella Alessio, prendendo la parola in consiglio dopo l’esposizione della mozione da parte del consigliere Iodice, aveva condiviso l’assoluta necessità di mantenere vivo il ricordo delle vittime, auspicando però l’apertura di un tavolo a cui sedessero pure tutti gli altri attori coinvolti (l’Associazione “M.llo di P.S. Luigi d’Andrea – Caduto nell’adempimento del dovere - M.O.V.C.”, la Polizia di Stato, la Polizia Locale e gli istituti scolastici di scuola secondaria di primo e secondo grado).

“Riteniamo che una condivisione quanto più ampia possibile del percorso di riscoperta della memoria di questo tragico evento sia doverosa. In questo modo, infatti, si eviteranno iniziative ‘calate dall’alto’ che vengono spesso sentite come imposte e il ricordo non sarà frutto di un obbligo ma di un reale desiderio”.

In un comunicato ufficiale del Comune si spiega che dopo un’iniziale apertura da parte dei firmatari della mozione circa la possibilità di emendare il testo della stessa per renderlo condivisibile anche dalla maggioranza, in seguito al dibattito consiliare – nel quale alcune espressioni estrapolate dal loro contesto hanno dato vita a fraintendimenti – Forza Italia e Lega Nord hanno deciso di mantenere la mozione nella forma originale.

“Voglio tuttavia rassicurare – prosegue il sindaco – che è intenzione dell’amministrazione comunale seguire con forza e in tempi brevi la strada che ho indicato in consiglio. A tal proposito posso affermare che già domani (venerdì) incontrerò la vedova D’Andrea per discutere insieme a lei le iniziative più opportune da intraprendere affinché la memoria di quanto avvenuto quel lontano 6 febbraio del 1977 venga perpetuata nelle giovani generazioni”.

“A fronte di questo, respingo al mittente le accuse rivolteci di ‘non rispettare i morti’, che stanno fioccando un po’ ovunque in queste ore. La nostra posizione è esattamente opposta, e lo dimostrano l’incontro di venerdì e il fatto che in consiglio abbiamo cercato la massima condivisione, che invece per alcune incomprensioni ci è stata rifiutata.”

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