Mercoledì 18 Giugno 2014

È morto l’artigiano di Azzano S. Paolo

colpito alla testa al culmine di una lite

Via dell'Industria, nell'area produttiva e commerciale che collega il cimitero di Colognola al Kilometro Rosso di Stezzano, dove è stato trovato Giuseppe Pesenti

Le sue condizioni erano apparse subito disperate, nonostante il delicato intervento chirurgico al quale era stato sottoposto, e nella mattinata di mercoledì 18 giugno Giuseppe Pesenti è morto all’ospedale «Papa Giovanni XXIII» di Bergamo. I familiari hanno acconsentito alla donazione degli organi.

L’uomo, 61 anni, era stato trovato nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 giugno in via dell’Industria di fronte al cimitero di Colognola: era privo di conoscenza , colpito alla testa con un avvitabulloni al culmine di una lite dai motivi non ancora chiari.

Si aggrava così la posizione di Alfredo Marchesi, 53 anni, originario di Azzano San Paolo ma residente a Colognola, pregiudicato per reati contro la persona e non solo, fermato poche ore dopo. L’accusa per lui è ora di omicidio. Gli investigatori della squadra mobile della Questura sono arrivati fino a lui dopo 24 ore di indagini serratissime, controllando il telefono della vittima (e quindi i suoi ultimi contatti) ma anche le telecamere presenti nella zona dell’aggressione. Lui respinge le accuse, sostenendo di essere stato sì col Pesenti quella sera ma di non averlo colpito. Giovedì mattina verrà interrogato in carcere davanti al Gip Bianca Maria Bianchi.

Giuseppe Pesenti abitava in via Vivaldi ad Azzano San Paolo assieme alla moglie Bruna ed ha una figlia di 35 anni, Valentina. Nonostante abiti da sempre ad Azzano, è conosciutissimo soprattutto ad Urgnano e a Cologno, nei due paesi ha molti amici e ha lavorato per anni. Fin dagli anni ’70 gestisce l’attività di vetraio «Fratelli Pesenti», inizialmente con sede a Urgnano (dapprima lungo via Provinciale e poi in viale Rimembranze) e dagli anni ’90 nell’attuale capannone di via dell’Artigianato a Cologno. Quattro anni fa aveva voluto ridimensionare la sua attività in vista della vicina pensione, affittando parte del grosso capannone a due imprese di carpenteria.

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