Giovedì 13 Febbraio 2014

«Faceva lavorare gli amici»

Nuove accuse contro la Moioli

Mariolina Moioli e Patrizio Mercadante in una foto d'archivio.

Mariolina Moioli (il soggetto politico), il suo fedelissimo Patrizio Mercadante (il braccio operativo), la sua amica Myriam Gafforelli (l’appoggio esterno). È una sorta di triangolo quello che emerge dalle carte dell’inchiesta sui presunti finanziamenti illeciti concessi dall’assessorato alla Famiglia del Comune di Milano nell’era Moratti, quando appunto la bergamasca Mariolina Moioli, ex parlamentare di Cividate, era assessore e Patrizio Mercadante direttore del settore Minori.

Un esempio è il caso dei lavori di ristrutturazione alla «Fattoria didattica Parco Trotter» di Milano, per il quale i tre sono indagati per turbativa d’asta. Il Comune doveva provvedere ai lavori: un progetto da 600 mila euro che, secondo le accuse del pm Tiziana Siciliano, andava assegnato con gara d’appalto. Invece, stando alle risultanze dell’indagine, l’assessore Moioli e il dirigente Mercadante «deliberavano fraudolentemente – scrive il pm – il finanziamento fino a 450 mila euro» prelevandoli dal capitolo di spesa dedicato ai fondi ex legge 285/97, ovvero quella per i progetti dedicati a infanzia e adolescenza, per sostenere un progetto «formalmente presentato dalla cooperativa Il Giardinone Onlus, in realtà predisposto dagli stessi Mercadante e Moioli e che si traduceva esclusivamente in opere edili (...) affidate interamente alla ditta Dy Costruzioni di Daniel Pezzini, scelta da Moioli e Mercadante», in virtù della «ultraventennale amicizia» tra la Moioli e la madre dell’imprenditore, Myriam Gafforelli, 54 anni, nata in Svizzera, originaria di Predore.

Myriam Gafforelli e il figlio Daniel Pezzini sono assistiti di fiducia dall’avvocato Massimo Rocchi. La donna è accusata di truffa e turbativa d’asta, il figlio soltanto del secondo reato. Entrambi si proclamano innocenti, per voce del loro legale: «I miei assistiti – avverte l’avvocato Rocchi – si dichiarano estranei ai fatti e hanno tutta la documentazione relativa alle opere eseguite che dimostra la loro innocenza. Pertanto sono pronti a difendersi a processo e far valere le loro ragioni, dimostrando la regolarità del loro operato».

Anche ieri è stato impossibile mettersi in contatto con mariolina Moioli, per una sua dichiarazione riguardo ai fatti contestati.

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