Giovedì 20 Marzo 2014

Frane e valanghe, la Lega Nord:

Via i fondi dal Patto di stabilità

Daniele Belotti
(Foto by Colleoni Foto)

«Bambini costretti a fare 92 km per andare a scuola in Val Taleggio, imprese obbligate ad allestire dei furgoni navetta perchè gli autoarticolati non riescono a percorrere la strada in Val Serina, residenti bloccati per giorni interi per il rischio valanghe sulla provinciale in Alta Val Brembana e Val Seriana. Sono questi solo alcuni dei pesanti disagi che il patto di stabilità sta imponendo a tutti i cittadini, visto che gli enti locali e la Regione non possono utilizzare i fondi a loro disposizione per mettere in sicurezza il territorio da frane e valanghe». La Lega Nord di Bergamo con il suo segretario provinciale Daniele Belotti prende posizione sulla vicenda: «La frana a Taleggio è solo l’ultima di una lunga serie – sottolinea Belotti – e bene fa l’assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi a chiedere al Governo di escludere dal Patto di stabilità la materia del rischio idrogeologico e di rivedere lo stanziamento delle risorse statali che attualmente vanno per l’80% al Sud e solo per il 20% al Nord e al Centro».

«Tra l’altro – precisa Belotti – al Sud il tasso di inefficienza e spreco nell’utiliizzo dei fondi pubblici è altissimo, mentre in Lombardia l’accordo di programma sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente nel 2010 e che ho avuto la fortuna di avviare quando ero assessore regionale al Territorio è stato completato nel migliore dei modi attivando tutte le 163 opere previste, di cui oltre due terzi già concluse o in corso e il restante in appalto».

«Renzi investe sulla ristrutturazione delle scuole? – dichiara il segretario provinciale –. Bene, ma non basta: se per andare in una scuola bella i bambini devono percorrere decine di chilometri per una frana allora è tutto vano. Per qualsiasi sviluppo di un territorio è priotaria la sua messa in sicurezza e quindi Roma ci lasci usare i nostri soldi sbloccando il patto di stabilità per gli interventi di difesa del suolo. I miracoli non si possono fare anche se Regione e Provincia ce la stanno mettendo tutta».

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