Sabato 21 Dicembre 2013

Furti di gioielli in villa a Caravaggio

Le due ladre restano in carcere

Un’auto dei carabinieri
(Foto by Cesni)

Resta in carcere, con il processo aggiornato al prossimo 11 gennaio, la ragazza di 19enne arrestata mentre stava rubando, con una complice minorenne, in una villa a Caravaggio.

Le due, di origine rom ma nate in Italia, si sono introdotte nella villa di un medico di base in via Puccini, e hanno portato via gioielli per circa 8 mila euro. Ma due nomadi, una delle quali minorenne, sono state bloccate in via Guzzasete poco dopo il furto dai carabinieri della locale stazione e tratte in arresto con l’accusa di furto.

L’episodio venerdì mattina 20 dicembre: la pattuglia della stazione di Caravaggio era impegnata nell’operazione «Strade sicure» per contrastare le violazioni al Codice della strada tra gli automobilisti che transitano lungo le principali arterie della città della Bassa. Con la pattuglia dell’Arma di Caravaggio c’era anche in supporto un’altra gazzella del nucleo operativo radiomobile di Treviglio e un equipaggio dei militari del 6° reggimento alpini di Brunico (Bolzano). È stato proprio mentre era in corso l’operazione che ai carabinieri è giunta la notizia, da parte di una casalinga, che dei ladri si erano appena introdotti nella casa di un vicino, vale a dire uno dei medici di base in servizio a Caravaggio. Immediato l’intervento in via Puccini da parte dei carabinieri, che hanno subito individuato le due presunte responsabili del colpo, anche grazie alla testimonianza e alla descrizione fornita dalla vicina di casa, la quale ha riferito di due ragazze che si erano allontanate dalla villa.

Così le due zingare, intercettate nella vicina via Guzzasete, sono state arrestate con l’accusa di furto aggravato in flagranza. Si tratta di R. J., nata a Portogruaro (Venezia), di 19 anni, e di una quattordicenne nativa di Roma. Entrambe sono risultate domiciliate in un campo nomadi di Baranzate, nel Milanese, e già note alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, oltre che entrambi nullafacenti. Le due avevano forzato con un grosso cacciavite la finestra della villa singola del medico di base caravaggino: l’abitazione era in quel momento vuota perché il professionista e la famiglia erano fuori per delle commissioni. Entrate in casa passando dalla cucina, le due zingare hanno raggiunto le varie stanze e frugato un po’ dappertutto, fino a impossessarsi di diversi gioielli e altri accessori, per un valore complessivo pari a 8 mila euro.

Quando le due nomadi sono state bloccate dai carabinieri avevano ancora addosso la refurtiva, visto che il colpo era praticamente stato appena commesso: le due si erano da pochi minuti dalla villa del medico di base, tentando di scappare a piedi. Ma non hanno fatto in tempo ad allontanarsi a sufficienza perché i carabinieri le hanno subito intercettate. Tra l’altro, sottoposte alle procedure di identificazione in caserma, è emerso che la maggiorenne era stata registrata anche con un alias differente nella banca dati delle forze dell’ordine, vale a dire R. B., ma con la sua vera data di nascita: con questo differente nome la ragazza è risultata colpita da un ordine di carcerazione emesso il 21 novembre scorso dal tribunale per i minorenni di Trieste a seguito di altri furti commessi dalla giovane, quando non aveva ancora compiuto i 18 anni, a Lignano Sabbiadoro (Udine). La minorenne è stata anche denunciata a piede libero per possesso di arnesi atti allo scasso, vale a dire il cacciavite, che è stato sequestrato: è stata accompagnata nel carcere minorile «Beccaria» di Milano.

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