Mercoledì 13 Novembre 2013

Il «Diabolik» della coca

tradito dal gps in un furgone

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Ricordate i 917 kg di hashish sequestrati in un garage di via Rosolino Pilo nel 2008, operazione che aveva condotto in carcere Gianfranco Benigni, ex sottufficiale del disciolto Ros? C’era Pasquale Claudio Locatelli, il «Diabolik» della coca, dietro il traffico proveniente dalla Spagna.

L’ha comunicato alla stampa stamattina, mercoledì 13 novembre, il procuratore Francesco Dettori che ha annunciato la chiusura della indagini a carico di Locatelli, per il quale verrà chiesto il rinvio a giudizio.

Il procuratore ha tenuto a precisare che la chiusura delle indagini ritardata non è stata dovuta a lassismo, bensì a impedimenti burocratici. Locatelli, 61enne, uno dei più noti narcotrafficanti internazionali, è infatti attualmente detenuto in Spagna, Paese che non ha mai collaborato con le autorità italiane.

È stato possibile notificare a Locatelli l’atto di chiusura della indagini soltanto quando il 61enne è stato trasferito momentaneamente in Francia dove aveva in corso un altro procedimento penale. Ricordiamo che per il caso dei 917 kg di hashish è stato già condannato a 10 anni Dario Ferraro, fratello della convivente di Locatelli.

A tradire Locatelli è stato anche il gps che l’autonoleggio Preda aveva installato sotto un suo furgone (per timore di furti) e che è stato utilizzato per trasportare 300 kg di hashish. Dei 917 kg sequestrati, 600 erano arrivati dalla Spagna e 300 kg erano stati recuperati sul mercato italiano. I narcotrafficanti non erano riusciti a smerciarli perché di qualità scadente.

Il pm Maria Cristina Rota ha escluso collegamenti con il caso di Yara. Come si ricorderà si era parlato di una possibile ritorsione ai danni del padre di Yara, Fulvio Gambirasio,che si diceva avesse testimoniato in un vecchio processo contro Locatelli. Il padre di Yara aveva già smentito di aver testimoniato e stamattina l’ha confermato anche il pm. Non è una pista da percorrere.

No comment, infine, sulla vecchia fotografia che ritrae diversi magistrati a un pranzo della Lopav insieme ai figli di Locatelli, arrestati successivamente per riciclaggio.

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