Il ministro Cancellieri a Bergamo:
stranieri, fine pena nel loro Paese

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri è stata in visita a Bergamo, dove nel primo pomeriggio di lunedì 2 dicembre ha voluto conoscere la realtà del carcere di via Gleno ricavandone un’impressione molto positiva.

Il ministro Cancellieri a Bergamo: stranieri, fine pena nel loro Paese
Il ministro Cancellieri (a destra) con il nuovo prefetto di Bergamo Federica Ferrandino
(Foto di Bedolis Foto)

«Quello delle carceri è un tema importantissimo: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sanzionato e dato un termine all’Italia per il prossimo 28 maggio, richiamando l’attenzione sulle carenze del sistema, carenze che venivano richiamate da anni».

Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, intervenendo lunedì 2 dicembre all’Università di Bergamo a un convegno sulle carceri. «In questo modo - ha aggiunto il Guardasigilli - abbiamo preso coscienza che dobbiamo dare risposte perché ora siamo costretti e non c’è più tempo. L’Europa ci ha richiamati ai nostri doveri, in realtà già contenuti nella nostra Costituzione ma mai applicati. Si deve ora dare davvero l’opportunità di uscire migliori dal carcere, una volta pagato il proprio debito con la società».

«Negli ultimi 30 anni, invece, ci siamo allontanati da questi

principi, un po’ anche per il terrorismo. Questo nostro Paese,

che è quello della civiltà, ha perso un po’ il controllo: la realtà ci è sfuggita di mano. Ora - ha concluso il ministro - abbiamo l’opportunità di dimostrare che siamo un grande Paese civile. E il giudizio duro dell’Europa va oltre il sovraffollamento, che è forse il problema più visibile».

«Abbiamo già appaltato lavori che porteranno a 4.500 posti in più nelle carceri entro la scadenza europea del 28 maggio e a 12 mila entro il 2015»: è quanto ha dichiarato il ministro della Giustizia. Si tratta di «una bella risposta - ha proseguito il ministro -, anche se il ragionamento da fare è un altro: tutti devono stare in carcere? Oppure deve ripensare il sistema, prevedendo magari prima i domiciliari e poi il carcere, e non il contrario come accade ora?».

Il ministro Cancellieri si è soffermata quindi sul tema del sovraffollamento: «Abbiamo 47 mila posti ma non tutti sono usati - ha spiegato -, perché tra interventi di restauro e quant’altro siamo a circa 42 mila. E la popolazione è di 69 mila unità. Il problema è che abbiamo delle carceri vecchie, con poca luce e riscaldamento malfunzionante. È un po’ allo stesso tempo l’inferno e il paradiso: abbiamo carceri modello come Bollate e altre realtà con 5 o 6 piani di letto a castello».

«È ora opportuno immaginare delle norme che prevedano, soprattutto verso la fine della pena, la restituzione al loro Paese d’origine perché completino là il percorso». È stato un passo dell’intervento del ministro della Giustizia. «Oggi - ha spiegato il ministro - sono tre le categorie dei carcerati: il 25% sono detenuti in custodia cautelare, innocenti fino alla condanna, ma comunque in carcere. In tal senso il Parlamento si è già mosso per dare una risposta in tal senso. Poi ci sono i tossicodipendenti, spesso con un’espiazione della pena lunghissima e che devono necessariamente essere seguiti. Infine gli stranieri, una buona fetta dei nostri carcerati: è ora opportuno immaginare delle norme che prevedano, soprattutto verso la fine della pena, la restituzione al loro Paese d’origine perché completino là il percorso».

Il Guardiasigilli nel primo pomeriggio ha voluto conoscere la realtà del carcere di via Gleno ricavandone un’impressione molto positiva. «Ce ne fossero di carceri come questo», ha esclamato il ministro Cancellieri, accolto dal direttore della casa circondariale Antonino Porcino, da parlamentari, magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine.

Il ministro ha visitato tutti i settori del carcere e ha avuto parole d’elogio sulla gestione della casa circondariale, della quale ha apprezzato in primis l’organizzazione degli spazi, «ogni centimetro è ben utilizzato» ha sottolineato l’ex prefetto di Bergamo, e la varietà di attività a cui possono accedere i detenuti.

Detenuti che hanno consegnato al ministro diverse lettere scritte da loro nelle quali si chiede un provvedimento di clemenza, amnistia e indulto, e lo stesso concetto è stato espresso da striscioni appesi sulle finestre. La Cancellieri ha comunque rilevato che non è in suo potere adottare una decisone del genere, che può essere assunta soltanto dl Parlamento.

Nel corso della sua visita a Bergamo, il ministro, che era stato invitato dalla Fondazione Cives 2.0 di Alessandra Gallone, da Carceri e Territorio e dall’Università di Bergamo, è stato anche nella sede dell’ateneo in via Caniana, dove ha incontrato gli studenti, ed è passato pure dall’istituto Leonardo da Vinci.

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