Il rapimento di Vanessa e Greta
«Dietro c’è un disegno preciso»

Capire quale sia il gruppo che ha organizzato il sequestro di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli. Un passaggio fondamentale che l’intelligence italiana, in stretto contatto con gli informatori locali in Siria e con le agenzie di intelligence straniere che operano nel Paese, sta gestendo in maniera serrata.

Il rapimento di Vanessa e Greta «Dietro c’è un disegno preciso»
Vanessa Marzullo

Capire quale sia il gruppo che ha organizzato il sequestro di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli. Un passaggio fondamentale che l’intelligence italiana, in stretto contatto con gli informatori locali in Siria e con le agenzie di intelligence straniere che operano nel Paese, sta gestendo in maniera serrata, soprattutto nelle ultime ore, per arrivare a un collegamento diretto con i rapitori delle due cooperanti italiane, in modo da anticipare le eventuali mosse o rivendicazioni dei sequestratori.

Ieri anche il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, dai microfoni di Sky Tg24, ha invitato alla discrezione e al silenzio, sottolineando che «è da prima che la notizia fosse nota che noi siamo sulle tracce, alla caccia del gruppo che ha preso le due ragazze».

Proprio in queste ore l’obiettivo dell’intelligence è, in particolare, quello di cercare di individuare soprattutto la matrice del gruppo: se si tratta di criminali cosiddetti comuni, che organizzano sequestri per poi scambiare gli ostaggi con altri prigionieri, dunque in un contesto più locale della Siria, oppure se i sequestratori hanno una matrice politica e ideologica. In quest’ultimo caso, che sembrerebbe più verosimile per quanto riguarda il rapimento della ventunenne di Brembate e della sua amica Greta, si tratterebbe di un sequestro con un preciso intento anche dimostrativo. E non solo in Siria, bensì oltre i confini della guerra civile che, da oltre tre anni, sta mettendo in ginocchio il paese.

Se così fosse, come sospettano gli 007 italiani che stanno lavorando senza tregua al caso, le due giovani italiane non sarebbero state scelte a caso. Sapeva, chi le ha sequestrate, che la loro scomparsa avrebbe avuto un’eco internazionale e che gli occhi del mondo si sarebbero di nuovo puntati sulla Siria, dopo che l’attenzione si era spostata sugli scontri nella Striscia di Gaza. I sequestratori, tutt’altro che sprovveduti, avrebbero pianificato anche tutto questo. E non a caso sarebbero state scelte due ragazze legate alla causa della liberazione della Siria, ma anche di cultura e religione cattolica.

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