Sabato 05 Luglio 2014

Il rettore Paleari con Papa Francesco

Incontro all’università di Campobasso

Il rettore Paleri con Papa Francesco

C’era anche un pezzetto di Bergamo a salutare l’arrivo a Campobasso di Papa Francesco. Il rettore dell’università molisana, Gianmaria Palmieri, ha infatti chiesto che a consegnare il sigillo al Papa fosse il rettore dell’Università di Bergamo, Stefano Paleari.

Paleari è infatti il presidente della Crui, Conferenza dei rettori delle università italiane, e quindi rappresenta simbolicamente tutti gli atenei dello Stivale. L’intero incontro si è svolto nell’aula magna dell’università di Campobasso.

«Il lavoro è l’emergenza del tempo presente, che qui da noi sta generando nuove povertà, come possono testimoniare tanti lavoratori presenti». Questo il tema principale toccato dal rettore dell’Università degli Studi del Molise, Gianmaria Palmieri, nel suo discorso. «Le crisi - ha detto il rettore - si abbattono infatti con maggiore virulenza proprio sulle periferie. Moltissime imprese hanno chiuso i battenti. Anche questa Università, istituzione sana e vitale, attraversa una stagione difficile. I nostri giovani non hanno, a parità di merito, le stesse chances dei propri colleghi di altri atenei. Le risorse vengono infatti distribuite con criteri penalizzanti per chi opera in contesti territoriali meno floridi».

«Oggi vorrei unire la mia voce - ha detto Papa Francesco - a quella di tanti lavoratori e imprenditori di questo territorio nel chiedere che possa attuarsi anche qui un ’patto per il lavoro’». «Si tratta di conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia». Il Papa ha definito questo un punto «critico2», che «ci permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo». La disoccupazione, ha aggiunto, è «una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti. Quella del lavoro è una sfida che interpella in modo particolare la responsabilità delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario», ha osservato invitando a «porre al centro” la dignità umana».

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