Mercoledì 18 Giugno 2014

Il rinvio della Tasi? Atto di buonsenso

«Misiani non prenda meriti non suoi»

La coda delle scorse settimane all'ufficio tributi per il pagamento della Tasi
(Foto by Beppe Bedolis)

«Il rinvio delle scadenze della Tasi, attuato dalla precedente amministrazione comunale, è stato confermato dal governo, visto il pasticcio normativo degli ultimi mesi, e questa è certamente una buona notizia per i contribuenti e conferma l’ottima azione amministrativa che avevamo attuato» commenta Alberto Ribolla, Consigliere Comunale leghista

«Eravamo certi che il rinvio, peraltro già attuato da molte altre amministrazioni (precursore è il Comune di Bologna), fosse non solo buona cosa a tutela del cittadino, ma anche attuabile, in quanto la Tasi è un’entrata esclusivamente comunale e pertanto il Comune ha totale facoltà di modificare le scadenze del pagamento del tributo, essendo l’unico ente titolato a contestare l’eventuale mancato pagamento alla scadenza stabilita dallo Stato centrale, in virtù dell’autonomia tributaria di cui gode.

Siamo altrettanto certi che il merito non vada certamente attribuito ad un ordine del giorno (strumento peraltro non vincolante) di Antonio Misiani del Pd. Sarà invece una risoluzione a sterilizzare le sanzioni per i contribuenti in ritardo con l’acconto Tasi scaduto il 16 Giugno, come aveva già confermato il sottosegretario all’Economia Zanetti.

Zanetti ha anche ammesso che la nascita della Tasi è stata «un disastro», come più volte aveva detto la Lega, e che «l’abbinamento IMU-TASI sia indifendibile». Se ne sono accorti, quelli del Governo targato Pd: meglio tardi che mai. Le conseguenze però le pagano i cittadini, e le presunte toppe di Misiani sono solo uno specchietto per le allodole. Peraltro, a voler ben vedere, già la scorsa settimana il Governo aveva assicurato che non vi sarebbero state sanzioni per chi avrebbe versato la Tasi in modo errato o in ritardo (come, a ben vedere, nel caso della città di Bergamo), applicando semplicemente lo statuto del contribuente, che così prevede in caso di incertezza della normativa tributaria.

Solo per inciso, l’ordine del giorno di Misiani impegna il governo «ad adottare tempestivamente le opportune iniziative, anche legislative, per consentire il rinvio del versamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre 2014 anche per quei comuni che, sebbene abbiano fissato le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giugno 2014, ne abbiano stabilito una successiva». In sostanza, ha impegnato un solo attore, il governo, a fare quello che non solo aveva già deciso di fare (non sanzionare i cittadini rei di errato o mancato versamento, fatto salvo il versamento di quanto effettivamente dovuto in tempi successivi), ma su cui oggettivamente non aveva alcun interesse finanziario e giuridico a sollevare ricorso, dato che ciò danneggerebbe eventualmente solo le disponibilità di cassa immediate dei suddetti enti locali.

Insomma, il pasticcio Tasi, che grava sulle tasche e sulla pazienza dei cittadini-contribuenti, è dovuto esclusivamente al Pd, e francamente fa ridere che chi combina il pasticcio poi si elegga come risolutore del problema».

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