Sabato 22 Febbraio 2014

«L’Expo dia voce alla nostra terra»

Il vescovo: meno tavoli, più tavole

L’intervento del vescovo Beschi al convegno sull’Expo al Centro congressi
(Foto by Gian Vittorio Frau)

«Exponiamoci», esorta il titolo dell’incontro su Expo 2015 promosso dalla Cisl al Centro Congressi. Un invito a «cogliere questa straordinaria opportunità in un tempo segnato dalla crisi» dice, aprendo i lavori, Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl di Bergamo.

Ma lo slogan più efficace lo conia il vescovo Beschi («Meno tavoli, più tavole») per un cibo «che è per tutti, per noi e per gli altri», elemento fondante di « una società conviviale che consenta a tutti di nutrire il proprio corpo e la propria mente». Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni arriva a Bergamo alla vigilia del tour nelle provincie lombarde organizzato per far conoscere «contenuti e ricadute positive» dell’Esposizione universale milanese e annuncia l’istituzione di un fondo regionale di 10 milioni di euro per sostenere iniziative che «diano voce e valorizzino i territori lombardi».

Al 30 aprile 2015, giorno dell’inaugurazione dell’Expo, bisogna arrivare preparati, avverte Maroni, che sottolinea come i sei mesi di Esposizione universale non saranno solo un evento milanese e dovranno avere effetti a lungo termine su tutta la regione. Tanto che si sta già pensando a come utilizzare, in futuro, quel milione di metri quadri alle porte del capoluogo meneghino– dove l’autostrada Varese-Como lambisce la città – che ospiterà i padiglioni di Expo. «Non ci sarà speculazione – promette il governatore – ma diventerà un’area al servizio dei cittadini, per la quale definiremo entro fine marzo un piano generale».

Venti milioni di visitatori attesi, otto dei quali arriveranno dall’estero, molti al loro primo viaggio in Europa. L’obiettivo è dirottarli nelle città, nelle valli, sui laghi lombardi, e farli tornare negli anni a venire. Ma anche creare nuovi posti di lavoro, per i quali il segretario generale della Cisl lombarda, Gigi Petteni, auspica accordi mirati che regolino il mercato e consentano di stipulare contratti di apprendistato e a tempo determinato, e di assumere chi da anni è disoccupato.

Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 22 febbraio

© riproduzione riservata