Giovedì 13 Marzo 2014

Lizzola, la stagione si chiude qui

«Stl», via libera alla liquidazione

Lizzola: sciatori e turisti sugli impianti di risalita
(Foto by Fronzi Foto)

Le condizioni per poter continuare non ci sono più, pertanto la «Stl - Sviluppo Turistico Lizzola SpA» è costretta a chiudere la propria attività. Lo scarno comunicato arriva in redazione pochi minuti prima delle 23 di mercoledì 12 marzo , al termine dell’assemblea dei soci, e sembre mettere indiscutibilmente la parola «fine» sulla vicenda che vede coinvolta la società di gestione degli impianti sciistici della località montana.

«L’assemblea dei soci di Sviluppo Turistico Lizzola S.p.A., - si legge nel documento firmato dal Consiglio di Amministrazione e dall’assemblea dei soci della società - riunitasi in data 12 marzo 2014, su istanza del Consiglio di Amministrazione, comunica che ha deliberato l’attivazione delle procedure finalizzate alla liquidazione della società non sussistendo le condizioni per la continuità aziendale, pertanto, la stazione sciistica non riaprirà per la corrente stagione 2013/2014».

La maxi bolletta per le spese dell’energia elettrica ha dunque definitivamente spiazzato gli amministratori degli impianti. Una bolletta che si aggira sui trentamila euro e in tempi in cui è un problema trovare anche solo il gasolio da mettere nei gatti delle nevi (che finora s’è comunque trovato, anche grazie all’impegno di qualche imprenditore della zona), non è difficile immaginare quanto pesi. La società degli impianti, in perenne rosso come la maggior parte delle concorrenti, quest’anno si ritrova alle prese anche con lo scandalo Morandi. E i soldi non ci sono, non si trovano.

«Non c’è più il Gamba che ce li metteva» aveva detto qualche tempo fa Walter Semperboni, presidente della «Stl». Pochi giorni dopo, lo stesso Semperboni aveva ricevuto un’altra lettera. Inviata proprio dall’avvocato di Gianfranco Gamba, l’imprenditore del gruppo Pezzoli di Gazzaniga, principale cliente e accusatore dell’ex direttore di banca Benvenuto Morandi, che è anche l’ex sindaco di Valbondione. E fino all’estate scorsa, pochi giorni prima che scoppiasse lo scandalo della banca di Fiorano, socio di maggioranza di Stl.

L’imprenditore tramite il suo legale, batte cassa e dopo mesi di silenzio scopre le carte. Dai suoi conti e da quelli della figlia Simona sarebbero stati dirottati parecchi milioni di euro - il totale degli ammanchi nei conti gestiti da Morandi sarebbe di 30 milioni, 10 solo della famiglia Pezzoli-Gamba - sulle piste da sci di Lizzola. E ora li chiede indietro.

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