Lizzola, la stagione va avanti
Si scia per 15 giorni. Poi si vedrà

Doveva essere il giorno dell’addio. Ma a Lizzola le sorprese non finiscono mai e una notizia nata all’alba si ribalta dopo poche ore: la stagione dello sci va avanti. Con un ma: per quindici giorni. Questa almeno la versione ufficiale.

Doveva essere il giorno dell’addio. Ma a Lizzola le sorprese non finiscono mai e una notizia nata all’alba si ribalta dopo poche ore: la stagione dello sci va avanti. Con un ma: per quindici giorni. Questa almeno la versione ufficiale, anche se fonti vicino a Sviluppo turistico Lizzola, la società degli impianti di Valbondione, parlano di un incontro programmato di qui a pochi giorni che potrebbe riservare una soluzione.

Giornata frenetica e dai toni accesi quella di ieri a Valbondione. Si apre con l’avviso - diramato da Sviluppo turistico Lizzola la sera prima, lunedì, a dipendenti e rifugisti - che sarebbe stato l’ultimo giorno e poi basta sciate, casoncelli e bombardini ai rifugi. Si spezza nel primo pomeriggio con la rettifica che no, si va avanti per altre due settimane e si chiude con l’amara conclusione «di essere presi in giro: ditelo che è così che ci sentiamo». La rabbia tra chi lavora sulle piste che dal Mirtillo scendono al campo scuola è palpabile e - paradosso - è proprio quel «quindici giorni ancora» a mandare su tutte le furie.

Tutto comincia lunedì sera sul tardi quando Claudio Conti, responsabile amministrativo di Stl, chiama al telefono il caposervizio Gianluigi Piffari e i rifugisti. I debiti della società, la bufera dell’inchiesta sui soldi che qui sarebbero stati dirottati dai conti dell’ex socio di maggioranza, quel Gianfranco Gamba che era il principale cliente del Private banking di Fiorano diretto sino al 1* luglio dall’ex sindaco Benvenuto Morandi e ne è poi diventato l’accusatore numero uno, sono ormai noti. Conti avvisa i suoi che Stl è alla frutta. Bilanci inguardabili, Gamba che richiede indietro i suoi soldi? No, causa corrente. «Mercoledì ce la staccano - avrebbe detto loro Conti - organizzatevi a svuotere frigor e freezer».

La doccia fredda trova conferma all’indomani, leggendo il nostro giornale. C’è di mezzo una bolletta da 30 mila euro, quella che faceva sbilanciare il presidente di Stl, Walter Semperboni, sul futuro della stagione: «Non so se si arriva a sabato». Appunto: ieri doveva essere l’ultimo giorno, oggi già tutto chiuso. Invece nel primo pomeriggio il dietrofront.

Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 26 febbraio 2014

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