Martedì 23 Settembre 2014

Lo Stato taglia i fondi del 30%

E i Comuni tassano i cittadini

Michele Bettoni, Ferdinando Piccinini e Francesco Corna
(Foto by Maria Zanchi)

Meno fondi, più imposte. Se lo Stato taglia, i Comuni aumentano le tasse. L’effetto a catena è ormai una costante. La coperta corta a Roma lo diventa anche per le amministrazioni comunali che per stare a galla (e garantire i servizi, soprattutto quelli sociali) sono - giocoforza - costrette a mettere mano a tariffe e imposte.

In due anni (dal 2010 al 2012) i Comuni bergamaschi si sono visti sforbiciare il 30 per cento dei trasferimenti statali, scesi da 55.747 a 37.781 euro. Per contro la tassazione locale a carico dei contribuenti è cresciuta di oltre il 18 per cento, da 61.753 a 83.321 euro.

La fotografia è stata scattata dalla Cisl (Dipartimento Welfare e Federazione pensionati): un’analisi sui bilanci comunali che evidenzia «come c’è stato un lavoro di compensazione da parte dei Comuni che hanno bilanciato il fortissimo calo dei trasferimenti statali con l’aumento delle imposte locali. Un dato confermato negli ultimi due anni e aggravato ulteriormente con la Tasi» rileva Ferdinando Piccinini, segretario generale Cisl Bergamo. «Stanno facendo pagare ai Comuni i costi delle manovre centrali» rimarca.

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