Sabato 15 Marzo 2014

Lo strazio di parenti e amici:

«Il suo viso dolce non c’è più»

In primo piano a destra Roxana Palade, la sorella di Madalina
(Foto by Bedolis Foto)

Gli occhiali neri giganti nel viso minuto e pallido, Roxana Palade, la sorella di Madalina, arriva alla camera mortuaria. Con lei c’è Pedro Gorgan, l’uomo che ha fatto da padre alle due ragazze. C’è anche la mamma, Vasilica. In Romania ha avuto un incidente, è arrivata da là con un piede rotto. Ma non ce l’ha fatta a rivedere la sua Maddy.

È rimasta lontana dall’ospedale «Giovanni XXIII» dove ieri, dopo l’autopsia, i parenti e gli amici più stretti hanno visto quel che resta del dolce viso di Madalina. Non è rimasto niente. «Non si può nemmeno immaginare come l’ha conciata. L’ha massacrata» dice un amico, il viso pietrificato dalla rabbia, guarda al corpo centrale dell’ospedale poco più in là, là dov’è ricoverato l’assassino.

La compagna di lui è una signora romena che stringe al cuore Roxana. Anche lei è di Bacau, vive in Bergamasca da diversi anni e ad alcune di queste ragazze sbarcate in Italia, scappate dalla miseria sicura, ha fatto un po’ da mamma. Non vuole dire una parola. Non parlano le amiche, non gli amici romeni.

Un ragazzo però dice qualcosa. Dice che lo sapevano tutti in giro che tipo è Isaia Schena: «Faceva il grande con le ragazze, sperperava soldi, per convincere una a prendere un caffè con lui aveva tirato fuori 250 euro. Ma si sapeva anche che, oltre alla cocaina che l’aveva ridotto come l’aveva ridotto, aveva anche problemi, problemi con le donne. E forse per questo si accaniva contro di loro».

Ma allora perché quella tragica notte Madalina è arrivata con la sua auto sul monte Bue? «Forse lei si fidava. Pensava che non le sarebbe mai potuto succedere niente. Una ragazza che arriva dai Paesi dell’Est non viene qui perché là faceva una bella vita. Queste ragazze sono abituate alla vita dura, a volte anche pericolosa. Quindi anche se le voci su Schena giravano, Maddy non aveva particolari timori. E certo non immaginava che quell’uomo potesse diventare il suo assassino».

«Maddy - ricorda un’amica - non fumava neanche. Sono convinta che Isaia volesse costringerla a fare brutte cose, magari a prendere la droga e, vedendo che lei non accettava la sua offerta, l’ha uccisa. Per me è stato un gesto premeditato, studiato nei minimi particolari, come il precedente. Chissà cosa ha fatto questo uomo in passato, provo orrore solo a pensarci».

Mihaela, insieme a un suo amico, si è recata lunedì mattinata alla stazione dei carabinieri di Fiorano al Serio per denunciare la scomparsa di Maddy. Non aveva infatti notizie di lei dalla sera precedente, da domenica intorno alle 23, quando non ha più risposto ai messaggi, neanche a quelli dell’ex fidanzato che continuava a cercarla. «Ho visto per l’ultima volta Maddy domenica mattina. Poi ci siamo sentite al telefono e sapevo di questo suo appuntamento con Isaia. Io lo conosco di vista, ma sinceramente spero di non incontralo mai più. Ora - conclude la ragazza - ho seriamente paura. Ho paura di rivedere quel mostro. Spero che paghi per quello che ha fatto e spero non ci siano attenuanti per un uomo che ha commesso un simile omicidio e che fa uso di sostanze stupefacenti».

Roxana, Pedro e gli amici più stretti entrano nella stanza dov’è composta la dolce Maddy. Pochi istanti, poi escono tutti insieme straziati. «Non è più lei - racconta sconvolto il compagno della signora di Bacau -. Di quel volto così solare non è rimasto più niente».

Laura Arrighetti

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