Porti italiani chiusi alle navi russe dal 17 aprile. Zelensky: «Se cade Mariupol, fine dei negoziati»

Ucraina Le navi russe, da domenica 17 aprile, non potranno gettare l’ancora nei porti italiani. Il presidente ucraino: «La distruzione delle forze ucraine che difendono la città metterà fine ai negoziati con la Russia». Forze speciali britanniche si sono recate a Kiev nelle ultime due settimane per addestrare i militari ucraini. Mosca ha vietato l’ingresso del premier britannico Boris Johnson in Russia.

Porti italiani chiusi alle navi russe dal 17 aprile. Zelensky: «Se cade Mariupol, fine dei negoziati»
Un fermo immagine tratto da un video distrbuito da Tpyxa mostra la strada che porta verso il porto devastata dalle bombe a Mariupol
(Foto di Ansa/Tpyxa)

Le navi russe, da domenica 17 aprile, non potranno gettare l’ancora nei porti italiani. La decisione rientra nel pacchetto di sanzioni decise dall’Europa nei confronti di Mosca per l’invasione dell’Ucraina. E per evitare aggiramenti lo stop all’entrata nei porti riguarda anche le navi che abbiano cambiato la propria bandiera, da russa a qualsiasi altra nazionalità, dopo il 24 febbraio 2022.

Si moltiplicano le notizie sulle stragi di civili in Ucraina, mentre prosegue l’offensiva russa che ha preso di mira numerose città in tutto il Paese, compresa la capitale Kiev, e il presidente Zelensky ha rinnovato la richiesta di armi all’Occidente ed ha fatto sapere che finora sono tra i 2.500 ed i tremila i soldati ucraini uccisi in combattimento. E aspri scontri sono proseguiti a Mariupol: «La distruzione delle forze ucraine che difendono la città metterà fine ai negoziati con la Russia», avverte Zelensky. Da domani porti italiani off limits alle navi russe. Mosca ha vietato l’ingresso del premier britannico Boris Johnson in Russia.

Il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, Liudmyla Denisova, ha riferito con un post su Facebook che è salito a 200 il numero di bambini rimasti uccisi dall’inizio dell’invasione russa, ed altri 360 sono stati feriti. La polizia invece ha diffuso la notizia che sarebbero stati quasi tutti giustiziati a colpi di pistola i 900 civili trovati nella regione che circonda Kiev. I corpi, sul 95% dei quali sono state trovate ferite da arma da fuoco, sono stati abbandonati nelle strade o hanno ricevuto sepolture sommarie.

Forze speciali britanniche si sono recate a Kiev nelle ultime due settimane per addestrare i militari ucraini nell’impiego di alcuni tipi di armi forniti da Londra, in particolare i razzi anti-carro Nlaw. Lo hanno detto ufficiali ucraini al Times. Ufficiali di due battaglioni di stanza nella capitale e nella regione circostante hanno detto di avere seguito due corsi di addestramento impartiti dai loro colleghi britannici, uno la settimana scorsa e uno in quella precedente. Se la notizia fosse confermata si tratterebbe della prima volta che viene registrata la presenza in Ucraina di truppe di Paesi Nato. Gli Usa e la Gran Bretagna avevano ritirato i loro consiglieri militari prima dell’invasione russa, temendo un eventuale scontro diretto dalle conseguenze imprevedibili. Il capitano Yiriy Myronenko, il cui battaglione è di stanza a Obolon, nei sobborghi a nord di Kiev, ha detto che militari britannici si sono recati nella capitale ucraina per addestrare nuove reclute e richiamati nell’uso degli Nlaw, i razzi anti-carro portatili forniti a migliaia da Londra che si sono rivelati una delle armi più efficaci nel contrastare l’avanzata dei russi.

«Prima il mondo democratico riconoscerà che l’embargo petrolifero contro la Russia e il blocco completo del suo settore bancario sono passi necessari verso la pace, prima la guerra finirà»

«Se qualcuno dice: “un anno o anni”, io rispondo: “puoi rendere la guerra molto più breve”. Più e prima avremo tutte le armi che abbiamo richiesto, più forte sarà la nostra posizione e prima arriverà la pace. Quanto più e quanto prima avremo il sostegno finanziario che abbiamo richiesto, tanto prima ci sarà la pace. Prima il mondo democratico riconoscerà che l’embargo petrolifero contro la Russia e il blocco completo del suo settore bancario sono passi necessari verso la pace, prima la guerra finirà. L’obiettivo principale è accelerare il ritorno alla pace». Zelensky ha parlato di un ritorno alla «vita normale» in alcune parti dell’Ucraina. «Continua il ripristino della vita normale nelle aree e nei distretti in cui sono stati espulsi gli occupanti - racconta il presidente ucraino -. La mole di lavoro è davvero enorme: 918 insediamenti di diversa scala, ma ugualmente importanti per noi, per l’Ucraina, sono già stati liberati. Eseguiamo lo sminamento. Ripristiniamo la fornitura di luce, acqua e gas. Ripristiniamo il lavoro di polizia, posta, autorità statale e locale. Le sedi umanitarie hanno iniziato a lavorare sul territorio di 338 insediamenti liberati. Stiamo riprendendo la fornitura di cure mediche regolari e di emergenza e il lavoro delle istituzioni educative, dove è possibile. In totale, ad oggi le truppe russe hanno distrutto o danneggiato 1.018 istituti educativi in tutto il nostro Paese. È iniziato il restauro di strade e ferrovie. In particolare, da domani verrà ripristinato il collegamento ferroviario con Chernihiv e Nizhyn. I treni circolano già tra le città della regione di Sumy».

Il primo ministro ucraino Denys Shmyal sarà a Washington la prossima settimana con il ministro delle finanze Serhiy Marchenko e il governatore della banca centrale Kyrylo Shevchenko. Lo scrive l’agenzia Reuters sul suo sito web, citando fonti informate. Shmyal, Marchenko e Shevchenko avranno incontri con funzionari dei paesi del G7 e altri e giovedì prenderanno parte a una tavola rotonda sul conflitto in Ucraina ospitata dalla Banca mondiale.

Sono tra 2.500 e 3.000 i soldati ucraini morti nella guerra contro la Russia. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Cnn, aggiungendo che quelli feriti sono circa 10.000 ed è «difficile dire quanti sopravviveranno». Quanto alle vittime civili «è più difficile» stabilire quante siano. «È un grande dolore per me», ha detto il presidente ucraino rispondendo a una domanda sui video strazianti che mostrano la devastazione del Paese e della popolazione innocente. «Da padre non riesco a guardarlo, perché se no dopo vorrei vendetta, vorrei uccidere», ha detto. «Ma devo guardarlo come presidente e devo fare mio meglio affinché questa guerra non sia infinita», ha precisato Zelensky nell’intervista di cui ieri sono state trasmesse delle anticipazioni ma che andrà in onda in versione integrale domani mattina alle 9 ora locale (le 15 in Italia).

La Germania da parte sua ha confermato l’intenzione di portare a 2 miliardi il budget per gli aiuti militari internazionali, la maggior parte dei quali sarà destinata proprio all’Ucraina. Nelle prossime ore è prevista invece la consegna all’esercito di Kiev delle nuove armi Usa, nonostante Mosca abbia minacciato per questo «conseguenze imprevedibili». Ma «la strategia» americana di supporto all’Ucraina non cambia, ha risposto il Dipartimento di Stato americano tramite il suo portavoce Ned Price.

«La situazione a Mariupol è difficile e dura. I combattimenti sono in corso anche questa mattina». Lo ha detto il portavoce del ministero della difesa ucraino Oleksandr Motuzyanyk. Bombardamenti sono in corso anche a Mykolaiv (cinque i morti), Charkiv, Derhachi, Balakliia e Zolochiv e i combattimenti infuriano anche in direzione di Izium. A Kiev è stata colpita una fabbrica di carri armati. Distrutta «al 70%» la città di Sievierodonetsk, dove è esploso un gasdotto. E il New York Times riferisce che Mosca sta schierando elicotteri d’attacco lungo il confine orientale e sta inviando altre truppe e pezzi di artiglieria in territorio nemico per prepararsi al previsto assalto nell’Est del Paese. Intanto sono stati aperti nove corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili dalle città sotto attacco, compresa Mariupol.

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Sono 200 i bambini ucraini rimasti uccisi dall’inizio dell’invasione russa, 360 sono stati feriti. Lo riferisce il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino Liudmyla Denisova su Facebook, citata da Ukrinform. Sarebbero stati quasi tutti giustiziati a colpi di pistola i 900 civili trovati nella regione che circonda Kiev. Lo riferisce l’Associated Press che cita la polizia locale, riportata dal Guardian. «La presenza di ferite d’arma da fuoco indica che molti sono stati semplicemente giustiziati», hanno detto gli ufficiali di polizia. Nella Regione di Zaporizhzhia, sono una trentina i sindaci e deputati locali rapiti dai russi. La maggior parte sono stati rilasciati.

Kiev, sono 200 i bambini uccisi dall’inizio della guerra. Polizia, giustiziati 900 civili nell’area della capitale

Sono tra 2.500 e 3.000 i soldati ucraini morti nella guerra con la Russia, secondo Zelensky. Il presidente dell’Ucraina torna a chiedere armi all’Occidente: «Più ne avremo e prima tornerà la pace», afferma. Il primo ministro ucraino Denys Shmyal sarà a Washington la prossima settimana con il ministro delle finanze Serhiy Marchenko e il governatore della banca centrale Kyrylo Shevchenko, per incontri con funzionari dei paesi del G7 e per una tavola rotonda organizzata dalla Banca mondiale.

Il bilancio di Zelensky: morti 2500-3000 nostri soldati. «Se volete pace dateci armi».

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